Simone Benedetto | User Experience Researcher
21.07 2016

Pokémon Go e il tunnel cognitivo

Pokémon Go è uscito in Italia venerdì 12 luglio, e in pochi giorni è già diventato un fenomeno virale. L’app, scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, riesce nell’arduo compito di portare nel nostro quotidiano una pillola di “realtà aumentata”. La cronaca è già densa di eventi tragicomici sulla diffusione di questo gioco, tanto che si può dire che giocare a Pokémon Go può rappresentare un rischio non solo per se stessi ma anche per gli altri.

Pokémon Go rischia infatti di creare  tunnel cognitivo o attentivo, ossia il fenomeno che si verifica quando si focalizza la propria attenzione sull’informazione contenuta in specifiche aree di un display a discapito di tutto ciò che c’è al di fuori (Thomas & Wickens, 2001; Benedetto et al. 2014).

Abbiamo quindi tracciato i movimenti oculari dei partecipanti a un nostro test attraverso l’eye tracking, mentre riprendevamo le interazioni con l’ambiente con una telecamera, con l’obiettivo di comprendere cosa realmente accada a livello visivo ed attentivo quando si gioca a Pokémon Go.

All’insaputa dei partecipanti, poi, un collega ha indossato una  vistosa maschera da gallo entrando nel campo visivo teorico dell’apprendista cacciatore di Pokémon. Cos’è successo secondo voi? Guardate il video per scoprirlo! 

Questo pezzo è un estratto dell’articolo originariamente pubblicato su experience.tsw.it, dove potrete leggere la versione integrale e i risultati del test.

 

 

 

Bibliografia

  • Thomas, L. C., & Wickens, C. D. (2001, October). Visual displays and cognitive tunneling: Frames of reference effects on spatial judgments and change detection. In Proceedings of the Human Factors and Ergonomics Society Annual Meeting (Vol. 45, No. 4, pp. 336-340). SAGE Publications.
  • Benedetto, S., Carbone, A., Pedrotti, M., Le Fevre, K., Bey, L. A. Y., & Baccino, T. (2015). Rapid serial visual presentation in reading: The case of Spritz. Computers in Human Behavior45, 352-358.