7 dicembre 2006 Anna Lia Ballaria

Benvenuti nell’era del Travel 2.0

La terminologia è un’estensione al settore travel di ciò che il Web 2.0 sta rappresentando per la rete intera (“Web 2.0 generally refers to a second generation of services available on the web that lets people collaborate and share information online” – Wikipedia).
Tralascio le considerazioni su quanto 2.0 (piuttosto che 1.1. o 3.2 o che altro) sia la fase in cui il web sta entrando, ma è certo che il turismo online sta subendo in questi mesi una trasformazione profondissima, che si manifesta nello sconvolgimento dei modelli di business, nell’avvento tumultuoso di nuovi operatori ed in generale in un radicale cambiamento del modo in cui l’utente usa il web per ricercare, prenotare, raccontare il viaggio.

Si sta rapidamente concretizzando un nuovo modo di concepire il Web e di usare la rete per viaggiare in cui l’utente è sempre più il protagonista, trasformandosi di volta in volta in esploratore, commentatore, generatore di contenuto, blogger, membro di una community, fotografo amatoriale, video maker. È al tempo stesso editor, publisher e consumer.

Questo nuovo approccio nella ricerca di informazioni legate ai viaggi sta conferendo all’utente nuovo potere: gli utenti-viaggiatori vogliono creare da soli il “viaggio perfetto”, il “viaggio come lo voglio io”, che non necessariamente coincide con la soluzione più economica. La leva prezzo infatti non è la sola determinante nella scelta di un viaggio e le aziende del settore sono sempre più consapevoli che devono dotarsi di nuovi strumenti per attrarre e mantenere il cliente, che a sua volta dispone di molti più strumenti e informazioni – e quindi potere di scelta – per finalizzare l’acquisto.

Le keyword – per rimanere in tema con il blog che mi ospita – che contraddistinguono questa fase sono sicuramente:

  • network, o meglio “social networking”, o meglio ancora il buon vecchio “passaparola” potenziato dagli strumenti di pubblicazione e condivisione di contenuti offerti dalla rete, che fanno risuonare e rimbalzare i racconti dei viaggiatori su scala globale;
  • UGC, acronimo per “user-generated-content”, cioè l’enorme e crescente blob di informazioni (testuali, fotografiche e video) che il viaggiatore riversa in rete prima, durante e dopo il viaggio;
  • “beyond the browser”, cioè la fruizione di contenuti fuori dalla piattaforma del browser, si tratti di RSS, di widgets (piccole consolle scaricabili sul desktop) oppure di applicazioni mobili;
  • Mappe, mappe, mappe: intese non solo e non più come contenuto informativo aggiunto per localizzare un hotel o un itinerario (scontato), ma come nuovo modo di visualizzare, ricercare, taggare i miei viaggi;
  • Mash-up, cioè l’incredibile numero di siti o minisiti travel che nascono semplicemente aggregando API esistenti (tipicamente Google Maps più altri applicativi), con bassissimi costi di sviluppo e un rapido time-to-market;
  • Metasearch, ovvero gli aggregatori che stan sopra gli aggregatori… sempre più siti frullano abilmente offerte di grandi distributori, che a loro volta aggregano il servizio turistico proveniente dai singoli alberghi, compagnie aeree, autonoleggi. Alcuni esempi: Kayak, Mobissimo e il nuovissimo Sprice che metabolizzano le offerte dei vari Expedia, Opodo, Lastminute.com e promettono all’utente di comparare in trasparenza le migliori offerte.
  • RSS come strumento potente di promozione ma anche di condivisione del servizio
  • Applicazioni come Ajax e Flex che possono davvero potenziare la customer experience, migliorando significativamente la visualizzazione e ricerca delle offerte di viaggio.

 

Per capire come sta cambiando il modo di effettuare l’acquisto di un viaggio online, proviamo a pensare al comportamento di un utente che vuole organizzare una vacanza a New York.
Partiamo dalla ricerca di un volo aereo e alle diverse opzioni: posso affidarmi direttamente al sito della compagnia di bandiera, ad una online travel agency (expedia.com), ad un metasearch engine come kayak.com, oppure ad alcune evoluzioni ancora più sofisticate come farecast.com (quali previsioni sul prezzo del biglietto – funziona come in borsa, ci dice in quale periodo potrebbe essere più conveniente comprare un biglietto), o farecompare.com (quale è la destinazione più conveniente dato un medesimo punto di partenza).
Una volta che ho in mano tutte le informazioni sui voli per NY, posso dedicarmi alla scelta di un hotel. Da dove cominciare? Sicuramente prima cercherò di capire in quale zona della città (… e NY è piuttosto estesa…) mi piacerebbe alloggiare. Se sono mai stato a NY, potrei subito farmi un’idea della città, delle sue dimensioni e dei vari quartieri su Google Earth. Poi ho bisogno di raccogliere informazioni generali sulla città, magari informazioni e commenti di chi c’è stato: www.metroblogging.com è un ampio network di “blog metropolitani” sul web. Attualmente è attiva una rete di 700 corrispondenti e blog di 49 città. Anche New York ne ha uno ovviamente http://nyc.metblogs.com/. È possibile fare una ricerca per categorie (ad esempio: city life, live music, nightlife, subways and buses,..), guardare i commenti più recenti, le foto.
Oppure vado su Yahoo Trip Planner che permette ai vacanzieri di salvare e condividere giornali di viaggio, itinerari. C’è una sezione a cui accedere per leggere i commenti di varie persone sulla città, ma c’è anche un’utilissima hotel guide con mappe satellitari, potrei vedere l’hotel consigliato e capire se ci sono locali nelle vicinanze e magari anche provare a sceglierne uno che mi piaccia.
Per inciso, il potenziamento della sezione travel sta portando Yahoo a rosicchiare qualche punto di mercato a Google sul mercato americano del Pay-per-click.
A questo punto parte la corsa al prezzo più basso, che affronterò saltellando dal sito ufficiale dell’albergo ai siti dei vari distributori (Travelocity, Expedia e Orbitz per limitarmi ai tre principali operatori americani, che avranno presumibilmente ottime offerte su New York).

Quello che succede durante e dopo il viaggio ve lo racconto nel prossimo post..