The Sixth W

La nostra storia

Chi siamo?

Persone.

Siamo persone e ascoltiamo persone.
Siamo professionisti e portiamo valore aggiunto con l’ascolto.
Siamo un’azienda che fornisce servizi ad aziende.
Aziende fatte di persone, che producono cose o servizi per le persone.
Persone che però troppo spesso non sono più persone e diventano: indici, numeri, percentuali, consumatori o, peggio, target.
Fermiamo questa deriva e riappropriamoci della nostra umanità.
Umanità fatta di individui, ciascuno diverso, unico, irripetibile.

Il WITH di TSW riguarda le persone. Non la gente, ma gli individui e come fare le cose con e per loro e portando alle aziende analisi quantitavive, ma anche e soprattutto qualitative, condotte in un contesto esperienziale immersivo per utenti e clienti.
TSW ha una storia nata nel digitale e si è occupata di experience design e usabilità. Oggi vogliamo aiutare le aziende a migliorare le esperienze che offrono a ogni singolo individuo, che siano mediate da interfacce digitali o meno.
Alla fine di un percorso evolutivo di oltre vent’anni nel mondo digitale abbiamo raggiunto la consapevolezza della necessità di portare l’uomo e le sue esperienze al centro dell’osservazione e dell’ascolto.

Dal 1997 a oggi abbiamo sviluppato competenze reali (leggasi non opportunistiche), per la costruzione di progetti innovativi. Siamo partiti con i siti (per l’incontro auspicato fra domanda e offerta), arrivando alla visibilità (supportata dalla SEO e poi anche dalla SEM), fino alla misurazione (con analytics prima e data analysis poi), più di recente sono arrivate lo studio ed il design dell’esperienza utente (recentemente si fa per dire avendo incominciato fra il 2006 e il 2007…), e il content (inteso come strategia e creazione di progetti editoriali), e infine l’ultimo miglio: il valore dell’ascolto.
Ascolto dell’uomo, per mezzo dell’uomo.
Uomo come individuo e non come cliente, persona fisica e non digital persona.

Il nuovo ultimo miglio
Dopo più di dieci anni di esperienza in usabilità e UX design ci siamo trovati al punto in cui i diversi ambiti disciplinari si incontrano. Per ogni disciplina cambia l’approccio, ma in fin dei conti è sempre il mondo dell’esperienza il cuore di ciascuna di esse, seppur affrontata con metodologie e metriche proprie.
Il risultato di questo incontro è dato dalla creazione di un nuovo spazio di indagine, di un nuovo approccio che potremmo addirittura definire olistico, sicuramente composito e integrato, dotato di autonome specificità, il cui valore supera di gran lunga quello della “somma” dei singoli contributi che provengono da diverse discipline: sociologia, psicologia, ergonomia, linguistica, ingegneria, semiotica, antropologia, etnografia, economia ecc.

L’approccio che portiamo avanti include una spinta all’integrazione e alla costruzione di un percorso integrato in cui questi vari filoni di indagine convivono e si contaminano a vicenda.

Le esperienze non sono più quelle di una volta
L’esperienza è il luogo di intersezione tra strumenti e cultura, lo spazio dove una civiltà, attraverso i suoi individui, si riconosce e rinnova i propri paradigmi intellettuali, scientifici, semiotici e sociali.
Quello che stiamo cercando di fare, trovando tantissime adesioni, non solo per affinità intellettuali, ma anche per spinte emotive e di riscatto, è un tentativo di rifondare le Humanities, ma non per ricomprenderle nella più vasta area dei Cultural Studies, bensì riallacciandole all’Humanitas, sì quella stessa alla quale si riallacciavano gli umanisti del quattro/cinquecento.
Siamo in una piega del tempo che ha fatto del progresso, il progresso recente, non solo la spinta al miglioramento delle condizioni di vita, ma un fine esso stesso della ricerca e pensiamo che si sia perso di vista l’uomo.
Lo spirito che ci anima non è quello di sospirare ai bei tempi andati, ma quello di andare avanti guardando anche indietro, senza perdere la spinta propulsiva, il punto centrale del discorso, che rimane sempre l’uomo. Un uomo che si muove in una biosfera e in un ecosistema sempre più digitale o virtuale, ma lo può fare, questo è il punto, in modo sostenibile senza perdere i propri valori e per lasciare ai nostri figli un mondo e delle speranze di rinascita.
Siamo di fronte a un’importante evoluzione dello studio sull’esperienza, che va costantemente tenuta in considerazione da chi aspira a muoversi e agire a servizio dell’uomo. Il nostro compito è quello di prendere coscienza del percorso che ha condotto sin qui e che può indicare la strada per andare avanti. La nostra storia ci ha portato a volerci riappropriare della Nostra Storia anche di umani e umanità.
Vogliamo che il metro dello sviluppo sia l’uomo e all’uomo si torna con le scienze umane che aiutano a comprendere non i consumatori, ma le persone, con i loro desideri, i loro timori, la loro storia, umana appunto.

Siamo esperienza?
Come azienda, un’agenzia che ha oltre 20 anni di storia, fatta di competenza e metodologia che nasce dal digitale, ma che si estende a tutte le sfere dell’esperienza.
Come professionisti, riuniti per un progetto innovativo in un team di: psicologi cognitivi, ergonomi, advertiser, esperti di architetture informative e di usabilità, antropologi, marketeer, data analyst, copywriter, strategist, art director, graphic designer.
Come esseri umani, individui che a volte disegnano un progetto, azionano un termostato, altre visitano un sito, entrano in un negozio, scaricano una app, digitano coordinate su un navigatore o pagano un conto.

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