13 dicembre 2007 Andrea Vit

Esempi di Flash e AJAX SEF? Non sono pienamente d’accordo…

Durante la lettura quotidiana dei blog-SEO, sono rimasto incuriosito da un post di un paio di mesi fa, sulla cattiva propensione del web 2.0 verso i motori di ricerca, pubblicato da Search Engine Land.

Il post parla di AJAX e Flash, andando ad esporre quali sono le principali barriere che questo tipo di tecnologie presenta per i motori di ricerca.

Resto tuttavia perplesso da un esempio esposto da Stephan Spencer riguardo la tecnologia a basso costo che propone di utilizzare per rendere spiderizzabile la tecnologia AJAX:

Here, progressive enhancement renders a non-Javascript version of the AJAX application for spiders and Javascript-incapable browsers. A low-tech alternative to progressive enhancement is to place an HTML version of your AJAX application within noscript tags (see TheCleanerMovie.com for an example).

In prima istanza non credo che questo sia un classico esempio di applicazione di tecnologia AJAX, piuttosto una semplice inclusione di un filmato Flash effettuata via Javascript che sfrutta file di testo per la visualizzazione dei contenuti.

Analizzando il sito proposto, noto che in realtà la navigazione è totalmente inclusa nel Flash e che un utente con Javascript attivato e plug-in Flash installata naviga sempre nella stessa URL , ovvero quella della pagina di ingresso al sito.

Inoltre l’inclusione del filmato avviene mediante il tag object e non attraverso la tecnica del SWFObject, che è quella maggiormente consigliata nella letteratura SEO.

In poche parole l’esempio di Stephan Spencer presenta:

  • un sito alternativo in HTML pensato per user-agent che non hanno l’interprete Javascript attivo
  • frammentato su URL diverse
  • con contenuti non “speculari” tra le due versioni

 

Tecnicamente non mi sembra perfettamente in linea con le policy di Google poiché all’interno delle linee guida per i webmaster si afferma chiaramente:

Assicurati di fornire gli stessi contenuti in entrambi gli elementi (ad esempio, lo stesso testo in Javascript e nel tag noscript). L’inserimento di contenuti sostanzialmente diversi nell’elemento alternativo può provocare un intervento di Google sul sito.

L’utente naviga in una singola URL, mentre nel tag noscript viene presentata ai motori una struttura divisa su più pagine e dei contenuti che in realtà non hanno una stretta corrispondenza con le schermate del filmato Flash.

È vero che non esistono molti casi di siti in Flash o AJAX graditi ai motori ed in linea con le Google-policy (oltre allo stra-citato Amazon Diamond), però l’esempio scelto da Stephan Spencer non sembra particolarmente felice. Voi che cosa ne pensate?

Anche noi, a volte, ci siamo trovati nella situazione di dover rendere spiderizzabili contenuti Flash senza incappare nel rischio di penalizzazioni. Ad esempio, nel minisito di Jacuzzi Young abbiamo scelto, per maggiore semplicità di implementazione, di utilizzare per ogni URL un singolo filmato Flash con il relativo contenuto alternativo HTML. Avete anche voi degli esempi di siti AJAX o Flash SEF?