28 luglio 2009 Paola Casarsa

Card sorting e organizzazione dei contenuti web

Da qualche tempo mi sto gustando la lettura del nuovo libro di Donna Maurer, “Card Sorting – Designing Usable Categories“. Con un taglio pratico, il libro aiuta a progettare, condurre e analizzare un progetto di card sorting.
Nel mio caso, offre anche ottimi spunti di auto-valutazione sui progetti passati.

Che cos’è dunque il card sorting e quali problemi risolve?

Durante un card sorting, le persone coinvolte sono messe di fronte ad un certo numero di carte, una per ogni contenuto o funzionalità di un sito internet. Viene chiesto loro di ordinarle, raggruppandole nelle categorie più logiche ai loro occhi, e di dare un nome appropriato alle categorie così definite.

Obiettivo del card sorting è la creazione di un’architettura del sito che faciliti la “findability“, ovvero la reperibilità delle informazioni:

  • indagando le relazioni esistenti tra i diversi contenuti del sito;
  • definendo le diverse categorie di contenuti, e dando loro un nome che profumi d’informazione;
  • creando un buon menu di navigazione e proponendo, al momento opportuno, i migliori contenuti correlati.

 

Un caso concreto di card sorting

Abbiamo condotto e analizzato un card sorting per il nuovo sito della European School of Economics (ESE), di cui TSW sta curando la progettazione e l’ottimizzazione SEO in fase di sviluppo.

ESE è una scuola di Economia che organizza corsi di laurea, post-laurea e Master.

Già dalla prima breve chiacchierata con il cliente, sono emersi i due punti di forza dell’università, da sottolineare nel nuovo sito:

  1. La filosofia (già esposta nel libro “La scuola degli Dei” e nelle pubblicazioni su quotidiani nazionali) e gli eventi pensati dalla scuola per i suoi studenti.
    Domanda: come organizzare l’alberatura del sito per dare visibilità ai contenuti originali e meno istituzionali?
  2. ESE ha sede in 5 prestigiose città del mondo; ogni studente può organizzare il corso su più moduli, iniziandolo a Milano e terminandolo, per esempio, a New York. I corsi, focalizzati su tutte le discipline connesse a business e management, sono aperti a studenti neodiplomati, neolaureati o lavoratori.
    Domanda: come rendere chiara questa possibile personalizzazione del piano di studi? Come fare sì che gli utenti trovino il corso più adatto a loro? Secondo quali criteri è bene organizzare i corsi sul sito (per sede, per livello di formazione, per materia)?

 

2 domande, 2 risposte:

  1. Abbiamo progettato un card sorting focalizzato sui contenuti di tutto il sito web, per capire come creare un’adeguata alberatura dei contenuti generali.
  2. Abbiamo condotto un secondo test, volto all’organizzazione dei soli contenuti relativi ai corsi.

 

Abbiamo pensato ad un test in remoto: circa 40 utenti italiani ed internazionali hanno completato il test in breve tempo, direttamente a casa loro.

Come è andata?

Il risultato del test sui contenuti generali è stato molto utile a definire un’architettura dell’informazione efficace: poche sono state le differenze di comportamento dei diversi utenti.

Viceversa, focalizzandosi sui corsi, ogni utente ha raggruppato le carte in modo diverso. I tre criteri di raggruppamento più logici, sono stati tutti equamente scelti!

Lato usabilità, non ho avuto alcun problema ad accettare questo risultato. La risposta degli utenti era eloquente: non esiste un criterio di categorizzazione univoco o semplice. Le caratteristiche di personalizzazione che ESE propone non sono sufficienti ad “ingessare” i corsi in un semplice menu di primo livello: serve un modo alternativo per facilitarne la ricerca!

About User, inoltre, collabora fianco a fianco a TSW, incaricata dello sviluppo e della SEO del nuovo sito ESE. E da qui lelotte intestine! Come spiegare ai colleghi che non esiste un criterio assoluto per organizzare i corsi nel menu di primo livello?

Ha sbagliato la letteratura?
Gli utenti non erano abbastanza numerosi (con pochi utenti è naturale ottenere dei risultati discordanti)? Per una controprova abbiamo provato a reclutare nuovi utenti. Procedendo nell’analisi, si confermava lo stesso trend!

Abbiamo quindi pensato di creare una struttura che rispettasse entrambe le esigenze, quelle della SEO e quelle dell’usabilità: un menu di primo livello che organizza i corsi per “formazione” (criterio scelto da appena più di un terzo dei partecipanti), unito alla proposta di uno strumento di ricerca alternativo, una sorta di meccanismo a faccette che guidi lo studente verso il corso per lui più indicato. Dove abiti? Vuoi studiare all’estero? Qual è il tuo titolo di studio? E così via.

E così abbiamo fatto pace :-)

Il risultato che ora aspettiamo è di fare contenti gli utenti del sito, i motori di ricerca e, speriamo, anche il cliente!