20 settembre 2006 Ulrike Zachl

Saremo tutti sostituiti da tool automatici?

Sin da piccola mi ricordo che c’era chi temeva che un giorno saremmo stati tutti quanti sostituiti da macchine, robot o computer. Poi, quando facevo la traduttrice, mi si annunciava regolarmente che sarei presto stata sostituita da un traduttore automatico. Eppure, i traduttori umani sono sopravvissuti. E anche ora che faccio la SEO specialist non mi preoccupo veramente di essere sostituita da qualche PC o software-tool, anche se si ipotizza che i software rimpiazzeranno i seo.

Ormai i motori di ricerca ci propongono la traduzione di pagine web, e numerosi tool online e offline ci suggeriscono le parole chiave più ricercate nei motori o ci aiutano in altro modo nella creazione, gestione e controllo delle campagne di promozione di siti anche multilingue. Tra questi tool ce ne sono di utilissimi, che ci possono facilitare il lavoro e aumentare la qualità dei risultati ottenuti.

Forse la loro utilità si può paragonare a quella degli elettrodomestici: ci facilitano di molto il lavoro, ma non lavorano in autonomia. Bisogna saperli scegliere, acquistare, impostare, gestire, usare, sorvegliare, pulire ed aggiustare, e con l’esperienza si migliora nei tempi impiegati e nei risultati ottenuti. Non basta accendere il forno perché vengano fuori delle ottime lasagne, anzi, potrebbero rivelarsi un bel pasticcio ;-) E non basta neanche schiacciare un bottone perché i piatti sporchi ritornino puliti negli scaffali.

Ora, vediamo due tipi di tool diffusi nella “cucina” di siti web multilingue: I traduttori automatici ed i tool di keyword suggestion.

I traduttori automatici

Prendiamo come esempio la traduzione automatica in italiano che Google genera da una pagina inglese del sito TSW.
Tra gli errori prodotti dal traduttore di Google troviamo:

  • “Contact us” diventa “Metterseli in contatto con” (Il mio preferito ;-)
  • La pagina “Home” diventa la pagina “Domestico”
  • Sempre nel menu, ha tradotto “Web” con “fotoricettori” (chissà poi perché?)
  • “Search Engine Marketing” è diventato “Vendita di search engine”

 

Ma perché un traduttore automatico non è più bravo? Principalmente per due motivi:

  • non ha il buon senso e l’esperienza umana per trarre conclusioni dal contesto: potrebbe tradurre la parola “sei” come il verbo “tu sei” oppure come il numero “6”. Noi riusciamo a capire dal contesto di che tipo si tratta nel caso specifico, ma far fare un’analisi analoga ad un software è una cosa complicata.
  •  tende a tradurre parola per parola, senza riuscire a cogliere il senso completo di una frase. Dunque non riesce ad adattare correttamente la flessione di articoli, sostantivi e aggettivi nelle lingue che lo richiedono (come il tedesco per esempio), né può capire il nesso tra le 3 parole in “Search Engine Marketing” per trovare la preposizione adatta: Marketing di/per/con/nei motori di ricerca?

 

In effetti, esistono anche traduttori automatici più sofisticati, ma questi non si trovano gratis su internet.;-) E vanno nutriti da esperti con la terminologia di uno specifico settore, per funzionare poi su testi assai ripetitivi di questo specifico settore.

Una traduzione automatica può essere utile per farsi una prima idea sull’argomento di un sito scritto in una lingua che non conosciamo. Invece, per trarne una versione pienamente comprensibile, affidabile e pubblicabile, non è uno strumento adatto. E in generale, fare correggere una tale traduzione “grezza” da un esperto madrelingua è altrettanto laborioso che non una traduzione ex novo.

I tool suggeritori di parole chiave

Esistono vari tool che ci suggeriscono le parole chiave più ricercate dagli utenti nei motori in varie lingue. Ottimi per farsi una prima idea, approfondire il brainstorming, o per confrontare due sinonimi. Teniamo conto però di due cose:

  • questi tool si basano su database limitati nel numero e nel tempo
  • i tool semplificano: filtrano il trattino e gli accenti, raggruppano singolare e plurale o altre forme flesse come unica forma ricercata.

 

Durante le ricerche per la scelta di parole chiave tedesche per il settore alberghiero sulla costa adriatica italiana, ho trovato in rete centinaia di siti ottimizzati in tedesco per parole scorrette suggerite dai tool.
Per esempio: “Adriasee” che è un po’ come dire “Lago di Adria”; oppure “Badestrande”, che è una forma flessa letteraria ormai fuori uso di “Badestrand” (spiaggia). Generazioni di SEO continuano a ricopiare keyword dai tool o dai concorrenti, a cercarli nei motori per il controllo, e di conseguenza a ritrovarli poi di nuovo nei tool. Dunque meglio non fidarsi ciecamente di questi strumenti, ci vorranno sempre delle persone per interpretare e valutare le osservazioni fatte dai tool ed integrarli con le proprie esperienze di utente della lingua, di utente di internet e di SEO specialist. Magari una parola chiave vincente potrebbe essere anche una variante di quella suggerita, oppure un sinonimo meno ricercato.

C’è dunque futuro anche per la specie umana?

Secondo me valgono per i tool automatici le stesse considerazioni fatte per gli elettrodomestici: possono esserci molto utili per certi compiti, e sicuramente continueranno a cambiare il nostro lavoro. Ma non saranno in grado di sostituirci, perché serve anche il buon senso e l’esperienza umana: per il nostro lavoro non è utile soltanto capire come funzionano i motori di ricerca, ma anche immedesimarsi negli internauti.
Se poi invece qualcuno avesse scoperto il tool automatico e magari gratuito che non solo individua i risultati o gli annunci meno cliccati, ma anche li renda più accattivanti e convincenti in automatico, mandatemelo e ne riparliamo ;-)