TSW @ Wired Next Fest 2016: emozioni e partecipazione

I 3 fantastici giorni del Wired Next Fest si sono appena conclusi e sono stati eccezionali: sia perché noi per primi ci siamo divertiti ed emozionati, sia perché il nostro ruolo di partner ha previsto la misurazione delle emozioni del pubblico del festival. Wired ha scelto TSW e TSW ha scelto Wired in un rapporto e una collaborazione che abbiamo costruito insieme, trovando una grande intesa (sarà che due team positivi e molto energici si sono incontrati? Ci piace pensare sia così), grazie anche alla collaborazione di Gushmag e Qwince. Vi mostriamo subito come è andata in questo video.


Giorno dopo giorno stiamo raccontando la nostra evoluzione nell’ambito delle neuroscienze in generale e del neuromarketing in particolare; lo facciamo perché è la direzione principale dell’evoluzione di TSW e perché il neuromarketing ha una relazione intima con le persone, il loro comportamento e il loro interesse.

Schematizzando, posso dire che la relazione tra neuroscienze e persone ha per noi tre caratteristiche principali:

  1. il luogo e il modo con cui si fa ricerca con le persone
  2. il forte interesse e la partecipazione che nasce in loro
  3. la curiosità (piuttosto che la preoccupazione) per gli aspetti di privacy che derivano dal misurare l’attività cerebrale

 

Experience box: fare ricerca con precisione e naturalezza

In TSW XP Lab abbiamo due laboratori dedicati alla ricerca con gli utenti: uno per le rilevazioni del mondo digital e uno per le simulazioni del mondo reale e retail. Per la tre giorni a Wired abbiamo allestito il nostro Experience box, il laboratorio che trasportiamo in tutte le occasioni in cui dobbiamo ricreare la naturalezza e piacevolezza di un ambiente intimo e professionale, unito al rigore del metodo e della competenza delle nostre ricerche: il tocco umano della tecnologia.

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Innovazione come partecipazione

Uno dei tratti importanti dell’innovazione è l’interesse che genera e la successiva spinta alla partecipazione che innesca nelle persone. Lo abbiamo notato visibilmente nella nostra tre giorni di Wired e, come spesso accade, sono stati i bambini a manifestarlo con la più grande forza.

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Ma attenzione: TSW non testa le persone, ma l’oggetto che le persone usano oppure osservano o l’esperienza che vivono. Quindi è essenziale che la tecnologia a supporto della ricerca con le persone sia facilmente indossabile o addirittura quasi invisibile (come nel caso dell’eye tracking desktop). I pre-test che facciamo per misurare la situazione a riposo delle persone sono a loro volta pensati per essere efficaci, coinvolgenti e privi di componenti di stress manifesto.

L’obiettivo è di inserirci senza frizioni nell’ecosistema persone-contenuti, sfruttando la naturale curiosità dell’uomo con lo scopo di migliorare il modo con cui interagiamo con prodotti e servizi. Nei giorni del Festival siamo riusciti a farlo in diversi momenti, non solo all’interno dell’Experience box. Abbiamo visitato gli exhibit, seguito gli speech e… persino i concerti, trovando volontari ben disposti a vivere con noi questa esperienza.

Neuromarketing e privacy delle persone

Molte persone si sono fermate al nostro Experience box e hanno discusso con noi delle potenziali conseguenze e dei rischi in fatto di privacy, legati all’esame della loro attività cerebrale. È un tema perfettamente comprensibile, sebbene in altri contesti l’interesse delle persone verso la propria privacy sembri non essere così elevato. Abbiamo già avuto modo, in un altro post, di discutere di verità ed emozioni parlando di macchina della verità, e concludevamo che non c’è una relazione di dipendenza tra le due. Inoltre, come ho accennato poco prima, a TSW non siamo interessati allo stato emotivo-mentale del singolo individuo. Ci interessa invece:

  • misurare e migliorare prodotti e servizi, facendo leva sul modo con cui le persone li vivono
  • ottenere il dato anonimo e aggregato di più persone

 

Chiudo con la mia personale quota di emozione (fortissima!) dovuta alla partecipazione allo speech “la scienza del marketing”, che riporto, e i tweet principali della 3 giorni.

 


31 maggio 2016 Luca Schibuola