7 giugno 2006 Johnnie Maneiro

L’algoritmo di Leonardo (Parte 1)

L’universalità del personaggio mi porta a chiamarlo semplicemente “Leonardo”, come se una sorta di codice avesse nel sempiterno collegato questo nome alla struttura “Leonardo Da Vinci”.

Le vicende dei codici sono arrivate anche al cinema, ma… la genialità di Leonardo è qualcosa di davvero sconvolgente. I codici di Leonardo da Vinci sono una serie di taccuini manoscritti da lui stesso e anche da alcuni dei suoi “discepoli” (come ad esempio nel codice Trivulziano) che raccolgono appunti sulle importanti ricerche e sugli studi che Leonardo svolgeva con illuminata creatività.

L’anatomia, l’aeronautica e altre scienze sono state stimolate dai disegni trovati nei codici, eppure in questi giorni in cui la parola domina la scena mondiale come non mai, Leonardo ci lascia perplessi ancora una volta, quando tra disegni e stemmi troviamo nel Codice Trivulziano liste di vocaboli scritti da destra a sinistra secondo lo “stile di Leonardo”. Crittografia? No, no, troppo basico per un genio di questa categoria.

Mi chiedo, perché? Con quale scopo creava queste lunghe liste di parole? Gli esperti parlano di un metodo di studio autodidatta per il miglioramento della sua formazione letteraria ed è sicuramente vero… eppure, secondo me, bisognerebbe approfondire e capire meglio questo metodo. Vocaboli senza definizioni, senza traduzioni… come se ogni singola forma fosse la chiave di una sequenza di concetti che lui capiva perfettamente. Che fossero le keywords di Leonardo? Saremmo davanti alla genesi delle parole chiave?

Sembra proprio una tabella di database!… Questi elenchi di parole sono la base di un angoscioso studio della parola. Angoscioso dato che all’epoca non c’erano gli strumenti con cui calcoliamo adesso: linguaggi di programmazione, database, ecc, che avrebbero permesso a Leonardo di approfondire più velocemente questo meraviglioso studio.

Quanto c’è ancora da riconoscere e quanto da imparare dal genio di Leonardo da Vinci? Beh, scrivere il mio primo post senza un minimo di sana provocazione non potevo! :) Inizierò un bell’esperimento che farò conoscere a puntate, lo chiamerò Codice “T”! Nulla di arcano, si tratta solo di provare quanto vicino fosse Leonardo con la sua versione medievale a quella che oggi chiamiamo “analisi di parole” e addirittura collegarla al mio approccio personale sotto il concetto di “matrice” per la distinzione di parole chiave, parole che fanno scattare gli algoritmi nei motori di ricerca.