30 aprile 2009 Gilberto Marciano

Alla ricerca delle keyword senza compromessi

Oggi vi parlo di uno degli argomenti principe per quanto concerne l’ottimizzazione di un sito per il posizionamento sui motori di ricerca: la scelta delle parole chiave.

Questa fase dell’ottimizzazione è per me un fondamento imprescindibile, un punto sul quale torno frequentemente per ogni sito su cui lavoro.
“La vera magia del SEO è la scelta delle keyword”, mi disse un giorno un guru del SEO con cui ho avuto il piacere di lavorare qui in TSW. Qualcuno potrà pensare che è risaputo, ma spesso tante cose che già sappiamo non le “pesiamo” nel modo corretto.
Ci arrovelliamo su tecniche di ottimizzazione avanzatissime, che si addentrano in complicati linguaggi di scripting e sviluppo web, compriamo SEO software molto sofisticati, facciamo tutto alla perfezione affinché il sito sia posizionato, ma per quali parole chiave?

Per esempio si può creare un sito che risulti molto visibile per le keyword scelte grazie ad un notevole dispendio di energie e risorse al fine di ottimizzarlo per i motori di ricerca, ma poi si scopre che non riceve traffico. A questo punto si deve rivedere la rosa delle keyword, con conseguente revisione della struttura, dei contenuti del sito e dell’ottimizzazione tecnica e contenutistica SEO del sito. Quindi, meglio prevenire.

L’errore più comune è quello di scegliere parole chiave che non siano perfettamente in linea con il contenuto del sito, però sono parole chiave notoriamente molto ricercate, che fungono da esca per attirare gli utenti sul sito.
Ammesso che il sito si posizioni per la parola “civetta”, gli utenti entreranno nel sito, e molto probabilmente dopo pochi secondi ne usciranno senza navigarlo perché non hanno trovato ciò che stanno realmente cercando.

Un altro errore comune è quello di scegliere solo keyword molto composite e complesse con l’obiettivo di avere vita facile per posizionarle. Ad esempio una parola chiave come “cerca dati tecnici autovetture” per il sito di un concessionario, una volta raggiunta la prima posizione, molto velocemente – magari dopo nemmeno un giorno dal momento dell’upload della pagina ottimizzata relativa :-) – probabilmente non riceverà grandi quantità di traffico.

Altro errore è rappresentato dalla scelta di parole chiave che fanno riferimento al target, più che riferirsi a ciò che il target sta cercando. Ad esempio se nel sito si vendono strumenti medici specialistici, le keyword non dovranno essere del tipo “medici specialisti”, perché è un po’ strano che il target cerchi se stesso, invece di cercare ciò di cui ha bisogno per svolgere il proprio lavoro.

E’ bene partire con il piede giusto, scegliendo delle parole chiave veramente buone, facendosi in primo luogo aiutare dal cliente per capire quali sono le keyword più usate nel settore, leggendo le brochure e tutto il materiale possibile per farsi una “cultura” sul prodotto/servizio da promuovere. Altro valido aiuto è dato dagli strumenti statistici del sito riferiti alle ricerche effettuate nei motori di ricerca. Spunti interessanti possono ricavarsi anche da un’analisi dei maggiori competitor per capire come si muovono e quali keyword utilizzano. E naturalmente possono essere d’aiuto tool come lo Strumento di Google per le parole chiave o Google Insights for Search.

Ogni sito si può rivolgere ad un target più generico, e al contempo ad un target più qualificato.

  • Per il target più generico destineremo keyword un po’ meno specifiche, spesso composte di una sola parola, più competitive: sono molto ricercate dagli utenti e portano tanto traffico.
  • Per il target più qualificato utilizzeremo le keyword di coda lunga, cioè più specifiche, composte dai due ai quattro termini, che portano poco traffico singolarmente, ma che sommate portano molti utenti sul sito: traffico qualificato, propenso alla conversione.

 

Ottimizzare un sito per le keyword più generiche è notevolmente più difficile e dispendioso in termini di tempo, richiede pazienza e tenacia per ottenere posizionamenti buoni che però, quando arriveranno – se arriveranno (dobbiamo essere bravi :-) ) – daranno un forte impulso alle visite al sito, anche se da parte di un target più generico.

Una parentesi va aperta per quanto riguarda le parole chiave brand. Molti utenti ricercano direttamente, se la conoscono, la marca del prodotto desiderato, o meglio ancora il prodotto più la marca. E’ quindi di primaria importanza che il sito si posizioni in prima posizione con la parola chiave “marchio” dell’azienda, e con tutte le combinazioni possibili di  “prodotto + marchio”.

Durante il primo periodo di promozione bisognerà attendere con pazienza i risultati sui motori, soprattutto per le parole chiave più competitive, lavorando sull’ottimizzazione, curando il sito con attività di fine-tuning, aggiornandolo a livello di contenuti e lavorando sulla link popularity, specialmente nelle sezioni ottimizzate per le parole chiave competitive. Man mano che compaiono i risultati sui motori, bisogna monitorarli costantemente per verificare, per ogni modifica di perfezionamento fatta, che riscontro vi è stato nella visibilità.

Dopo alcuni mesi di lavori di ottimizzazione si cominciano ad avere dei dati affidabili sulle parole chiave che performano meglio, incrociando i posizionamenti ottenuti con i dati di traffico e conversione da motori per keyword. Sarà una prova per capire, per il proseguimento dell’attività, su quali keyword puntare maggiormente e su quali pagine andare a intervenire.

Bene, meno male che non ho cominciato col dire “sarò breve”, devo dire di essermi dilungato un tantino :-), ma spero ugualmente di avervi dato qualcosa. Al prossimo post!