8 novembre 2010 Miriam Bertoli

IAB Forum 2010 Milano: spunti e considerazioni

La scorsa settimana si è tenuto a Milano lo IAB Forum, appuntamento ormai fisso per il settore dell’advertising digitale.

Per TSW è stata la prima edizione non da espositori dopo molti anni e devo dire che fa un certo effetto ;)  Per il 2010 abbiamo scelto infatti di differenziare gli investimenti in comunicazione, puntando per esempio su piccoli eventi da un lato e sulla campagna radio dall’altro. Questo ci permette di dialogare in modo molto personalizzato e contemporaneamente di raggiungere un vasto pubblico che è ancora lontano dai luoghi del marketing digitale.

Naturalmente eravamo comunque presenti, riprendo a mente fredda alcuni aspetti salienti dei due giorni:

  • l’alto numero di partecipanti: l’organizzazione ha comunicato di aver superato i 10.000 iscritti; l’evento sta crescendo e anche l’area espositiva era distribuita su due piani
  • per la parte di convegno istituzionale del 3 novembre, ho trovato un po’ al di sotto delle mie (alte) aspettative l’intervento [.pdf] di Chris Anderson, Editor-in-chief di Wired. Mentre ho apprezzato molto la testimonianza del Prof. De Masi, sul passaggio dalla società analogica a quella digitale, con un focus particolare sui trend del 2020 [.pdf]
  • i dati sull’advertising: continuiamo a crescere. Prendendo come fonte i dati dell’Osservatorio IAB Italia/Accenture [.pdf] presentati durante la seconda mattinata di lavori, gli investimenti in advertising digitale continuano a crescere in una percentuale superiore a quella degli altri media, con un + 15% di previsione per il 2010 rispetto al 2009
  • focus sull’importanza della formazione, per portare i tecnici/nativi digitali a comprendere le logiche aziendali e i manager ad avvicinarsi al mezzo internet. Solo parlando la stessa lingua e facendo gioco di squadra si possono integrare le competenze e, riprendendo la metafora usata nel video durante la presentazione – con un manager in giacca e cravatta e un giovane che palleggiano prima singolarmente con poco successo, poi a due in una bella coreografia – si possono ottenere i risultati migliori.