13 ottobre 2009 Enrico Pavan

In visita a Mountain View, per il GAAC Summit

Dopo 15 estenuanti ore di volo tra Venezia, Amsterdam e San Francisco sono finalmente arrivato alla terra promessa: Mountain View, sede e santa sanctorum di Google! :-)

Sono qui per seguire il  GAAC Summit, ma già il giorno del mio arrivo ho partecipato a un pre-incontro informale, in un pub di Palo Alto. Qui ho potuto incontrare il referente europeo di Google Analytics, Alan Wrafter, e molte altre persone Google Analytics Authorized Consultant.

L’organizzazione di questo evento è stata impeccabile, come sempre quando si parla di Google. Ubicazione facile da trovare e tante persone con molta voglia di interagire, scambiare quattro chiacchiere per conoscersi e soprattutto  condividere le proprie idee. Si è creato una sorta di “file sharing” umano, dove ognuno poteva dare delle “dritte” sul miglior uso del codice di Google Analytics.
Il tutto è durato circa due ore, poi jet lag e sbadigli hanno avuto la meglio e ci siamo ritirati ognuno nel proprio hotel, con la voglia però di rivederci il più presto possibile.

Ieri invece ho avuto la possibilità, assieme ad altri 7 “eletti”, di visitare una parte del Google HeadQuarter.  Dire che ogni mia aspettativa è stata superata è dir poco!

All’esterno, il Google HeadQuarter dispone di una miriade di mini-parchi dove ci si può rilassare, oppure continuare a lavorare in un ambiente diverso. Esistono anche dei campi da beach volley utilizzati per spezzare la routine lavorativa: Alan mi ha confidato che vengono usati spesso e volentieri. Il tutto è presidiato dalla ricostruzione di uno scheletro di tirannosauro, nel pieno centro del main park.

All’interno, ogni stabile è formato da centri di interesse: esistono quindi intere parti degli edifici dedicate al miglioramento dell’algoritmo di ricerca organica, a quello delle immagini, alle mappe fino ad arrivare alla mega stanza di implementazione di Google Analytics. All’interno della sede di Google i colori sono ovunque protagonisti: oltre alle pareti e alle sedie, anche i vetri degli uffici sono di colore diverso!

Il tour procede e, camminando in mezzo a tantissime sale relax (complete di biliardo, sala massaggi, ristoranti -non sto scherzando!- e poltrone auto-massaggianti), arriviamo alla sezione in cui viene migliorato di continuo l’algoritmo che genera le SERP. Purtroppo non posso dirvi nulla di più, se non che non ho mai visto nella mia vita tante lavagne fitte di codici e schermi mastodontici come  in quella sala.

Il lato più interessante, dal mio punto di vista, è stato quando siamo arrivati nella sala dedicata a Google Analytics & Urchin: tra tutte quelle che ho visto mi sembrava la più operativa. In questo frangente ho potuto conoscere di persona Avinash Kaushik, il guru della web analytics: una delle persone più semplici e squisite che si possa immaginare, pur ricoprendo un ruolo tanto importante a livello mondiale.

Dopo i saluti e le presentazioni Avinash è tornato al suo lavoro e noi abbiamo continuato verso la sala del Google Shop, pieno zeppo di gadget (ma purtroppo con pochi sconti :-) ), c’e’ da perdersi e svuotare il portafoglio! Usciti da lì, abbiamo concluso il tour, con foto di rito e gelato marchiato Google!

Il Google HeadQuarter è uno dei luoghi più straordinari che abbia mai visto, non sembra una sede di lavoro, ma un parco idee dove ognuno è partecipe e non esistono gregari; peccato che la visita sia durata solo un’oretta, mi sarebbe piaciuto approfondire ma, si sa, è già stato un privilegio esserci stati.

Da questo summit mi aspetto succose novità su Google Analytics e  WebSite Optimizer… non vedo l’ora che inizi! A presto per il resoconto e per le foto.