30 giugno 2011 Erika Zanolla

Sigrid Verbert, il Cavoletto di Bruxelles

È quasi ora di pranzo ormai e la fame inizia a farsi sentire… oggi come aperitivo vi offriamo un bel post a base di gamberi  – grazie a Sigrid Verbert!

Mamma da poco (comgratulazioni!) questa giovane ragazza  belga trapiantata da sette anni a Roma, è diventata un “caso” tra i food blogger.  Sigrid ha saputo coniugare la passione per la scrittura, che la accompagna fin da bambina, con quelle più recenti per la cucina e la fotografia: ecco nascere prima un blog,  poi libri di ricette, raccolte di fotografia, collaborazioni eccellenti e chi più ne ha più ne metta :-)

Abbiamo chiesto a Sigrid di raccontarci qualcosa della sua esperienza.
Alla fine, una piccola sorpresa.
Buona lettura!

 

Come hai iniziato? Passare da cuoca a blogger… hai voglia di raccontarci qualcosa di te e della tua passione per la scrittura e la rete?

Sono diventata blogger il giorno in cui ho visto il mio primo blog. Parliamo di 6 anni e passa fa e di blog in Italia ce n’erano pochissimi (sembra la preistoria a parlarne ora :-). Sono quindi finita su un blog, poi su blogger, e in sostanza, per capire cosa fosse esattamente un blog, ho provato ad aprirne uno pensando che in fondo avrei potuto usare questo ‘mini sito’ per organizzarci le mie ricette, farne una specie di ricettario un po’ più organizzato del faldone con i ritagli e appunti che tenevo a casa. E visto che tutto ciò poi sarebbe stato disponibile in rete, forse avrebbe anche potuto essere interessante per qualcun’altro… Cosi è nato Cavoletto. Cosi ho iniziato a conoscere la rete, e da li poi mi sono appassionata di fotografia… La scrittura invece è una storia ben più lunga, anzi, quella mi accompagna proprio da sempre, più o meno da quando ho imparato a scrivere… :-)

Sigrid, foto di M. Camagna

Sigrid, foto di M. Camagna

Scrivere è un po’ come cucinare: parole, ispirazione, fotografie… quali sono gli ingredienti per un post perfetto?

In un certo senso ci sono molte somiglianze fra cucinare e scrivere. In entrambi i casi si tratta senz’altro di tradurre delle emozioni e di trasmetterle a chi riceve il testo o il cibo. Ma parlare attraverso il cibo mi pare più facile, è più immediato, si parla alla pancia degli uomini, con più o meno sfumature, certo, però questo è. Penso che in fondo le parole siano più difficili da maneggiare dei sapori… Ciò detto, non so se esiste il post perfetto. Posso dire invece qual è il post che piace a me, ed è quello che propone, certo, una ricetta con una foto, ma una ricetta che ha una storia, un contesto, un background che la rende ancora più vera, realistica, saporita. Mi piace la cucina quando diventa ‘cultura’, senza snobismi, quando la ricetta diventa quasi un pretesto per raccontare un pezzettino del mondo che uno magari non conosceva, quando ci permette di avvicinarci ad altri mondi e culture, anzi, la cucina è veramente un fantastico vettore per farsi avvicinare persone di origini diverse. Ecco, questo mi piace nei post e nella cucina in generale, l’apertura al mondo, la curiosità, la felice scoperta dell’Altro.

Quando hai capito che un blog poteva diventare qualcosa di più di un semplice passatempo? Ovvero: un blog può diventare un lavoro?

In realtà il mio blog non è il mio lavoro: non ci pago l’affitto (anzi, non ci pago nemmeno le spese che riguardano il blog stesso) e faccio dell’altro per lavoro. E sinceramente preferisco che le cose stiano in questo modo: fino a quando non sarò obbligata di scrivere sul blog mi divertirò a scriverci. Se, invece, fossi costretta a tenere certi ritmi, ad alimentare il blog di continuo anche quando non ne ho particolarmente voglia, credo che il blog perderebbe in spontaneità e soprattutto: io non sono mai brava a fare cose che mi sento costretta a fare :-). Quindi, meglio così. Ciò detto non posso negare che il blog sia stato una specie di mio biglietto da visita, anche se non è un effetto voluto o calcolato, insomma, grazie al blog ho ottenuto una specie di visibilità che mi è servita a fare lavori fotografici che altrimenti probabilmente non avrei ottenuto. E questo mi pare un aspetto da sfruttare, nei blog in generale, insomma, il blog è immediato, parla di voi, fa vedere in un colpo d’occhio cosa fate, è di gran lungo più efficace di un cv… :-)

Hai avuto esperienze con aziende che ti hanno cercata e contattata proprio perché “sei una blogger”?

Si, certo, anche se devo ammettere che il più delle volte declino le proposte. Insomma, tengo all’autenticità del mio blog, tengo a scriverci ciò che mi sento di scrivere, tengo alla mia libertà, e cerco di scriverci e farci ciò che vorrei leggere io, ciò che piace a me. Dato questi principi, non mi va né mi andrebbe di scrivere cose in cui non credo. Non è ovviamente una legge universale, ma è un mio principio, che non voglio mettere in discussione. Quindi, mi è capitato di collaborare con quelle poche aziende in cui credo, e finisce un po’ li.

Ciò detto, queste sono regole che ciascuno deve dare a se stesso, personalmente penso che i blogger devono sentirsi responsabili: più lettori hai e più influente diventi, e a me davvero non andrebbe di incitare le persone che mi leggono e che hanno fiducia nei miei giudizi a considerare prodotti o marchi che io stessa non considererei… :-)


Insalata di gamberoni, avocado e mango

Lasciamoci con un regalo: una ricetta veloce veloce facile facile per chi sta sempre davanti al pc :-)

hmmm… beh, questo per me è decisamente periodo di cose fresche, quindi suggerirei un’insalatina molto estiva per due: sgusciare 8 gamberoni, e farli saltare in padella con poco olio, aglio in camicia e un pizzico di peperoncino, per pochi minuti. Sbucciare e affettare sottilmente un mango, un avocado e un pezzettino di cipolla rossa dolce. Mescolare tutto ciò con un paio di manciate di songino, condire con olio d’oliva, il succo di un lime, sale e poco pepe, spegnere il computer e servire in terrazza, magari con un bel bicchierone di vino bianco fresco ;-)

Grazie Sigrid per il tuo contributo e grazie della ricetta che ci ha fatto venire l’acquolina in bocca…a presto!