11 giugno 2012 Luisa Fontana

La pubblicità che non si vede: una sfida da raccogliere

7 giugno, nuova trasferta a Milano per partecipare al convegno organizzato dal Politecnico di Milano, in collaborazione con Mimesi. Il titolo dell’evento spiega subito bene l’argomento affrontato: “La pubblicità che non si vede, informazioni e preferenze di acquisto in salsa social.”

La prima parte cattura già la mia attenzione con un intervento particolarmente interessante. Lo speech del Prof. Lucio Lamberti  (dipartimento di Ingegneria Gestionale) ha illustrato una ricerca che evidenzia quanto gli italiani vengano influenzati dai mezzi di comunicazione online durante il processo di acquisto. Lo studio sottolinea la presenza sempre più forte dei nuovi media nella vita di tutti i giorni e la complementarietà di questi ai mezzi tradizionali. La fiducia nelle informazioni online da parte degli utenti internet è alta, in tutti i settori merceologici: i blog, le community e i forum sono considerati i canali più autorevoli. Il settore che subisce maggiormente l’influenza delle opinioni online sul processo d’acquisto è quello del baby food, seguito dagli alimenti salutistici e dai servizi bancari. Ecco qualche numero: sono 11 milioni gli italiani che scoprono nuovi prodotti online, e 6 milioni quelli che li scoprono tramite i social network. La mobilità e la multicanalità dei nuovi media permettono sicuramente una crescita esponenziale.

Segue l’intervento di Gianfranco Bozzetto, di Mimesi, con alcuni case history conversazioni online.  Anche qui i  numeri sono sicuramente importanti, si riscontra ad esempio che nell’ultimo mese sono state oltre 350mila le conversazioni online in merito al settore finanziario, tantissime quelle legate ai mutui, e con una correlazione molto stretta anche alle notizie estere, per esempio quelle riguardanti la Grecia.

La sala era davvero gremita, indice che le aziende sono sempre più sensibili a questo argomento. Due grandi realtà aziendali Nestlé e UniCredit (con cui collaboriamo da molti anni, anche nell’ambito dell’ascolto strategico) si sono fatte portavoce dell’importanza del monitoraggio dei nuovi media,  dell’interazione in real time con gli utenti e della creazione di una conversazione a doppio senso. Settori molto diversi, eppure accomunati da una strategia comune: creare una comunicazione fluida e reciproca con i propri clienti, basata sull’ascolto, e sulla proposta di soluzioni in tempi quasi reali.  Nella tavola rotonda infatti il tema caldo è stato l’importanza di ascoltare cosa dicono gli utenti dei propri prodotti e del proprio marchio e di essere presenti in rete, organizzandosi in quest’ottica sia “aziendalmente” che culturalmente.

Un argomento che non è stato invece approfondito abbastanza, probabilmente per questione di tempo, è l’importanza dell’elaborazione di strategie di marketing  personalizzate e la creazione di prodotti costruiti in base ai feedback e ai suggerimenti dei  consumatori.

Voi siete pronti ad ascoltare cosa dicono del vostro brand? Noi abbiamo già raccolto la sfida, accompagnando diversi nostri clienti con strategie scaturite proprio dall’ascolto del loro target.