12 febbraio 2008 Lara Vedovato

State Of The Net: la rete libera i soggetti

E’ stato un evento singolare lo State Of The Net di Udine al quale abbiamo partecipato Marco, Ulrike ed io: protagonisti nazionali e internazionali hanno animato sessioni di qualità, grazie ad una formula avvincente e stimolante che ha favorito l’interazione tra speaker e pubblico.

La giornata di venerdì era dedicata all’ “OGGI” e si proponeva di fotografare la situazione attuale della rete.
Sul palco si sono susseguiti imprenditori, consulenti, professori e giornalisti, per discutere di come il web e la tecnologia annessa stiano cambiando le nostre vite.
Si è parlato molto della centralità e dell’importanza della singola persona che online è in grado di creare contenuti unici condividendo le proprie conoscenze ed esprimendo le proprie idee.
Si è ricordato che la tecnologia per definizione serve a “migliorarci la vita”, e che anche se spesso attendiamo che ciò accada da sé, in realtà è ognuno di noi che, con la propria unicità, può contribuire a generare il progresso.
Infatti se da un lato ci si lamenta spesso che in Italia siamo ancora molto lontani dalla situazione americana, dall’ altro chi usa la rete quotidianamente non deve rinunciare ad un ruolo di formazione e diffusione delle conoscenze.
E’ infatti attraverso le nostre azioni, raccontando le nostre esperienze, con il nostro modo di relazionarci alle altre persone che possiamo portare “un po’ di noi” in chi ci circonda, anche se ad oggi sono ancora molte le persone che non conoscono gli strumenti della rete.
Al termine delle sessioni, la fotografia è quella di una rete ancora in stato di rivoluzione/trasformazione.

Lascio la parola a Marco, per descrivere la giornata successiva.

Marco: La giornata di sabato era rivolta a “DOMANI”, e cercava di delineare alcuni possibili scenari per l’evoluzione della rete. Per motivi ferroviari purtroppo ho perso il primo Keynote del giorno, ma sono riuscito a seguire buona parte della sessione dedicata ai giornali e al loro futuro. A parte la solita diatriba tra blogger e giornalisti, la convinzione comune è che i giornali saranno costretti ad adeguarsi ai cambiamenti portati dalla rete, se vorranno sopravvivere, perché i lettori avranno sempre più peso nella produzione e nella circolazione delle notizie.

La sessione successiva ha analizzato l’uso di Youtube e di altri social media fatto dai candidati alle primarie USA. Anche in questo caso, l’apporto degli elettori-utenti di internet si rivela fondamentale, soprattutto in considerazione del meccanismo di raccolta fondi che regola le candidature negli Stati Uniti.

Ho seguito poi una sessione su cultura e spettacolo, dal tono simpatico ma forse anche troppo leggero, mentre ho lasciato ad Ulrike la tavola rotonda sulle differenze Europa / Usa e la conclusione.

E’ stata una manifestazione ben riuscita, sia per la qualità degli interventi, sia per il clima molto aperto e colloquiale, più vicino ad un incontro informale che ad una conferenza con relatori da una parte e pubblico dall’altra.
Bravi!