Addio keywords, è stato bello conoscervi! Google elimina i dati sulle ricerche degli utenti

Alla fine, il giorno tanto temuto dai SEO di tutto il mondo è arrivato! A partire dal 23 settembre 2013 Google ha deciso di trasformare tutte le ricerche sul proprio motore in ricerche criptate col protocollo SSL.  La conseguenza è che i dati sulle keyword “organiche” digitate dagli utenti su Google spariranno da Google Analytics e dagli altri software di tracciamento.

La quota di ricerche “not provided” salirà così quasi al 100%; quasi perché resteranno ancora disponibili i dati provenienti dagli altri motori (Bing, Yahoo ecc.), ma sappiamo che nella maggior parte dei paesi Google porta la grandissima maggioranza del traffico search. La modifica non riguarderà invece gli annunci AdWords, che quindi continueranno a fornire nel pannello di controllo i dati sulle keyword cercate dagli utenti.

Google ha motivato questa scelta essenzialmente con ragioni di sicurezza e difesa della privacy degli utenti, forse anche  in seguito alle polemiche che ci sono state negli USA sul controllo governativo della navigazione da parte della NSA (National Security Agency).

E’ indubbio però che la mossa di Google susciti molte perplessità e sia vista soprattutto come un modo per spingere AdWords e magari per proporre, un domani, una versione a pagamento di Analytics con tutte le informazioni. Di sicuro questa scelta obbliga i SEO e i web marketer di tutto il mondo a rivedere le proprie strategie: come reperire informazioni sulle keywords digitate, e come valutare l’efficacia della propria strategia SEO?

Per reperire le informazioni, alcune strade disponibili sono:

  • utilizzare i dati del Google Webmaster Tool, che però non hanno certamente la precisione e il livello di dettaglio di GA
  • attivare della campagne Pay per Click di test, o sfruttare le campagne già esistenti
  • utilizzare i dati di altri motori, ammesso che generino un volume di traffico sufficiente per il nostro sito

 

Per valutare l’efficacia delle strategie SEO, bisognerà integrare diverse considerazioni su:

  • pagine di atterraggio e percorsi di conversione all’interno del sito
  • dati di CTR nelle SERP, forniti da Google Webmaster Tool
  • ranking medio delle keyword sui motori, anche se sappiamo quanto questo dato sia ormai sempre più difficile da ottenere, per la personalizzazione dei risultati da parte di Google
  • risultati delle campagne di keyword advertising

 

Purtroppo uno degli effetti più devastanti di questo cambiamento sarà la perdita delle informazioni relative alla “coda lunga”, tanto preziose per individuare i reali bisogni degli utenti che raggiungono il nostro sito.

L’attività di SEO diventa più difficile, insomma, ma anche più stimolante e completa. Ancora di più dovremo ragionare non solo su come portare utenti al nostro sito, ma su come soddisfare le loro esigenze una volta che sono entrati, con contenuti adeguati e percorsi di conversione chiari.
L’integrazione tra le diverse aree del Digital Marketing è sempre più una necessità, fortunatamente qui a TSW lo diciamo da tempo e siamo preparati :)

24 settembre 2013 Marco Conte