22 ottobre 2008 Alberto Narda

Google Developer Day 2008, il D-Day secondo Google

Totem dedicato al Google Developer Day

21 ottobre 2008: TSW ritorna al Google Developer Day (non ti sarai perso il nostro resoconto dell’ edizione 2007 ? ).

Una giornata nuvolosa attende noi sviluppatori all’arrivo a Milano, un grigiore che fortunatamente dimentichiamo presto quando, arriviati al Nhow Hotel, troviamo ad accoglierci un colorato totem “cubista” di Google.

Dopo aver atteso per qualche minuto il nostro turno, insieme a molti altri ci dirigiamo nelle varie aule, per seguire i seminari più interessanti della giornata: ecco un breve resoconto.

State of the Open Web

Lo stato attuale e soprattutto gli sviluppi del web secondo Google (qui rappresentato da Brad Neuberg).

Neuberg ha parlato di come HTML5, CSS3, i web fonts e altre tecnologie potranno rendere il web un’esperienza sicuramente più piacevole e più completa per gli utenti del futuro.

Grazie ai web fonts (e quindi alla possibilità di allegare un qualunque font via CSS) i web designer potranno usare i caratteri che preferiscono senza più dover sottostare ai quei pochi standard che si ha la certezza di trovare già installati nei computer degli utenti.

La tecnologia di CSS3 permetterà invece ai web developer di creare layout per siti internet in maniera molto più veloce e intuitiva (e si spera spingerà quei developer che ancora non l’hanno fatto a passare ai layout tableless!).

Ma non si è parlato solo di futuro in questo seminario, infatti il relatore ha sottolineato com’è possibile avere tutto questo e molto altro sul proprio sito oggi stesso, grazie alla tecnologia Javascript e ad ottimi framework come Prototype, JQuery e Dojo ( progetto di cui è membro lo stesso Brad Neuberg).

Quando si parla di nuove tecnologie inevitabilmente si ripropone l’annoso problema del cross-browsing, proprio in questo ambito è interessante studiare la soluzione che sta sviluppando Google e la comunità open del web: le javascript shim.

Si tratta principalmente di patch (ecco il link ad un esempio) che si occupano di rendere funzionanti su alcuni browser tecnologie che lo sono già su altri browser, permettendo così allo sviluppatore di concentrarsi più sull’applicazione e meno su come farla funzionare in tutti i browser.

YouTube API e YouTube CodeLab

“Why?” Con questa domanda si è aperto il seminario tenuto da Nicola Ferioli e deditato alle API di YouTube.

Già, perché usarle? Se qualcuno ha mai provato a implementare un sistema di gestione dei video sul proprio sito saprà già la risposta, per gli altri eccola:

motivi economici in primis, infatti per ospitare video sul proprio sito bisogna innanzitutto avere molta banda per gestire le molteplici richieste di streaming e questo comporta costi, inoltre bisogna essere pronti ad accettare in upload i più vari formati di video e convertirli in uno comune, compito non certo facile, senza parlare del fatto di come avere dei video su YouTube offra molti vantaggi per chi punta ad ottenere presto una buona visibilità.

Dopo aver discusso delle motivazioni che possono spingere gli sviluppatori a scegliere le API di YouTube il relatore si è addentrato negli aspetti un po’ più tecnici e ha illustrato cosa possiamo ottenere da questa tecnologia.

Le possibilità offerte vanno ben oltre a quelle che ci si potrebbe aspettare e variano dalla semplice interrogazione al database di YouTube alla possibilità di commentare, di aggiungere ai preferiti o di effettuare l’upload di video e tutte quelle altre funzioni che possono aiutare gli sviluppatori a rendere un qualsiasi sito un piccolo YouTube.

Un ultimo aspetto sicuramente importante riguarda il fatto che queste API sono costantemente aggiornate e ampliate per offrire sempre di più ad un pubblico, come quello degli autori di internet, molto esigente.

Nella parte del CodeLab abbiamo applicato quanto visto la mattina, potendo così apprezzare come sia facile e veloce realizzare applicazioni anche complesse.

Chrome – V8

Seminario molto più tecnico quello riguardante V8: il nuovo motore javascript implementato da Google per il suo browser Chrome.

Il relatore Mads Ager presenta inizialmente le motivazioni che hanno spinto Google a creare un nuovo browser e i principi che hanno guidato il suo sviluppo.

Partendo da un ottimo browser engine (WebKit) Google ha voluto creare un browser adatto sia a chi vuole navigare che a chi utilizza le più complesse web application, ma che sia comunque sempre veloce, stabile e facile da usare.

Grazie al veloce engine V8, al multi-thread per i tab e all’interfaccia minimale è possibile affermare che se non ha già centrato gli obiettivi prefissati, è comunque sulla buona strada.

La seconda parte tratta in modo approfondito cos’è V8 e qual è l’idea alla sua base: le “hidden class”.

Il linguaggio JavaScript è senza classi, di contro le nuove web application “object oriented” usano molto gli oggetti e l’accesso alle loro proprietà e funzioni; le hidden class servono a conciliare questi due aspetti e produrre un engine veloce ed efficiente.

Infine non dimentichiamoci che V8 è open source, quindi chi volesse approfondire può trovare il suo codice in google.code.

Open Social CodeLab

In un internet dove nascono sempre più siti social è molto interessante l’iniziativa di Google di creare una specifica aperta che definisca un API comune, in grado di funzionare su diversi siti web social.

Al motto di “impara l’arte e utilizzala ovunque” si inizia con una panoramica dei siti che hanno aderito allo standard Open Social (tra i quali troviamo nomi noti come MySpace, NetLog e LinkedIn).

Si arriva quindi alla parte pratica nella quale possiamo iniziare a prendere confidenza con le API semplicemente usando XML e javascript.

Anche solo in prima analisi è possibile accorgersi di come già le basilari funzioni di interrogazione di dati e di generazione di eventi offerte da queste API, se sfruttate sapientemente, possano permettere la creazione non solo di semplici gadget ma anche di complesse web application.

Concludendo…

Google è stato pronto ad affrontare lo sbarco dei developer? La risposta è sì, offrendo seminari interessanti, fruttuosi codelab e percorsi differenziati; l’esperienza del Google D-Day è stata sicuramente valida, indirizzata ad una utenza differenziata e molto utile per iniziare a conoscere le tecnologie emergenti del web.

Google Developer Day 2008

Per vedere tutte le nostre foto dell’evento (e molte altre) visita l’account Flickr di TSW.