25 novembre 2016 Gilberto Marciano
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Google Home: A. I. Love You

Proviamo a immaginare un uomo integrato in uno spazio sensibile, ibrido, immersivo. Una realtà che supera la dicotomia fra fisico e virtuale, come quella che il sociologo Nathan Jurgenson descrive con il termine mild augmented reality e che suggerisce che forse anche il concetto di uomo deve essere oggetto di ripensamento. Si intravede una sorta di nuova antropologia, con dentro anche i big data e l’interattività uomo-macchina. Nuovi linguaggi di relazione che avvicinano tecnologia e sensibilità umana grazie a Google: una guida, un’entità, un oracolo creato a propria immagine e somiglianza dall’uomo stesso. Oggi Google diventa casa, entrando nelle nostre abitazioni sotto una nuova forma.

Google Home è un hub con connettività internet ai servizi di Google e ad altri device, comprese diverse apparecchiature della smart home, e dotato di assistente vocale, Google Assistant (ovvero un’evoluzione di Google Now poiché porta i suoi servizi al di fuori del solo dispositivo mobile).
Dispone di connettività Wifi 802.11ac che garantisce una riproduzione in streaming ad alte prestazioni. Tale riproduzione è garantita da altoparlanti a lunga escursione con driver da 5 cm con, in aggiunta, due radiatori passivi da 5cm. Risulta essere compatibile con dispositivi Android e iOS; supporta file audio HE-AAC, LC-AAC+, MP3, Vorbis, WAV (LPCM), FLAC.

Blade Runner

Grande la correlazione con il dispositivo Google Chromecast Ultra, dongle di streaming che si collega alla porta HDMI del televisore e tramite rete Wi-Fi garantisce prestazioni affidabili e veloci per una trasmissione più rapida dei contenuti in alta definizione (4K Ultra HD e HDR) e uno streaming più fluido. È possibile utilizzare il proprio iPhone®, iPad®, dispositivo Android o laptop per riprodurre in streaming migliaia di app compatibili con Google Home (YouTube, Spotify, Pandora e Google Music, Netflix, Google Photo solo per citarne alcuni), ovvero la app che gira sull’hub omonimo e su Chromecast Ultra, connette quest’ultimi fra loro e con i device sopra citati e connette l’hub con le apparecchiature della smart home.

La tecnologia integrata in Google Home permette agli utenti di interagire mediante comandi vocali con un linguaggio colloquiale, senza necessariamente dovere ricorrere ad una rigida sintassi. In altre parole, si può dialogare con lo smart speaker proprio come si farebbe con qualsiasi persona, amico o familiare, chiedendo informazioni, ordinando la riproduzione dei contenuti o più semplicemente chiacchierando. L’intenzione del gruppo di Mountain View è quella di rendere il dispositivo un assistente non solo intelligente, ma anche simpatico. Il gruppo di Mountain View ha infatti affidato ad ex collaboratori di Pixar e The Onion la creazione di una personalità socievole e divertente per Google Home.  Il fascino deriva dal fatto di avere una casa elettronica e una sorta di assistente (o maggiordomo) sempre attivo e sempre pronto a rispondere alle nostre domande o esigenze. Google Home rappresenta tutto questo: un dispositivo con un microfono sempre in ascolto, pronto a processare dati e divenire sempre più preciso e puntuale nelle risposte.

Nei dispositivi come Google Home, secondo molti analisti, si annidano però contraddizioni e persino qualche insidia. Innanzitutto… la fine della privacy: ogni gesto o parola sarà processato da Big G e inserito all’interno dei suoi famosi quanto misteriosi algoritmi. Si tratterebbe, insomma, di un ulteriore strumento volto a monitorare le persone a fini commerciali. La necessità di affinare la targettizzazione pubblicitaria sembra essere uno degli inquietanti motivi dello sviluppo di questa nuova tecnologia. L’altra questione riguarda la facile ‘hackerabilità’ del nuovo Google Home: i tecnici informatici sembrano sottolineare come possa diventare in breve tempo un problema per la sicurezza personale e degli ambienti.

D’altronde molte nuove invenzioni suscitano al contempo fascinazione e diffidenza. Nel caso di Google Home, essendo una AI (intelligenza artificiale) con funzione di learning machine che apprende ascoltando e interagendo con gli umani, la curiosità uomo-macchina è reciproca.

Il design di Google Home

Le dimensioni compatte di un moderno uovo Fabergé e un taglio obliquo che caratterizza la sommità. La parte superiore è un bianco touchscreen capacitivo, con 4 piccole note cromatiche che possono comunicare a livello visivo lo status del device: se non ci sono indicazioni l’hub è in attesa di un “ok Google”; se ci sono quattro pallini colorati lampeggianti significa che l’istruzione è stata ascoltata e l’elaborazione è in corso; se ci sono 4 pallini rossi significa che il controllo vocale è stato disattivato.

google home

Google Home ha la parte superiore bianca e quella inferiore grigia, ma le basi sono intercambiabili e disponibili in diverse colorazioni e materiali: in tessuto grey, mango, marine e violet, in metallo carbon, snow e copper. Per ora la sua reperibilità nei negozi italiani è incerta, mentre il prezzo negli States è attualmente di 129$.

google home

Domotica

Dal  francese domotique, sostantivo composto del latino domus «casa» e (informa)tique «informatica». I primi archetipi della casa domotica risalgono addirittura alle pellicole di Buster Keaton (La casa elettrica, 1922) e Jacques Tati (Mon Oncle, 1958), così come le rappresentazioni del rapporto fra uomo e mente artificiale, dai replicanti in Blade Runner ad HAL 9000 in 2001: Odissea nello spazio (1968).

Domotica

(Mœbius – Affresco in stile serie vol. Le monde d’Edena, 1999 – San Francisco, USA, Metreon Center)

L’hub Google Home è dunque connesso, tramite l’app omonima,  ai device di smart home e domotica , alcuni dei quali appartengono al brand Google: ovvero il termostato Nest, il sensore smart anti-fumo Nest Protect, la telecamera IP di sorveglianza Nest Cam che può fungere da antifurto smart, la chiavetta HDMI Chromecast Ultra. Google Home può integrarsi inoltre agevolmente con Samsung SmartThings e Philips Hue. È già integrata anche la funzione IFTTT che permette di creare semplici sequenze di comandi, chiamate “recipe” (IFTTT è l’acronimo di “If This Then That”).

Nest Cam si connette alla Wi-Fi di casa e può essere controllata in remoto dal proprio smartphone (a patto che sia un iPhone con iOS 8 o superiore o uno smartphone con Android 4.0 o superiore). Anche se distante centinaia di chilometri, l’utente potrà controllare in real time cosa sta accadendo all’interno della propria abitazione e ricevere alert e notifiche nel caso in cui ci siano dei movimenti sospetti in casa. Nest Cam registra filmati in alta definizione (risoluzione 1920×1080 pixel) a 30 FPS e con un angolo di visuale di 130 gradi. La camera di videosorveglianza offre ottime prestazioni anche al buio: grazie al sensore infrarossi, è in grado di registrare in condizioni di scarsa visibilità anche a sei metri di distanza. Nest Cam, inoltre, interagisce anche con gli altri dispositivi della startup di Big G ed è in grado di attivarsi automaticamente nel caso in cui ci siano dei pericoli in casa.

Per esempio, Nest Cam parla la stessa lingua di Nest Protect, nuovo rilevatore di fumo presentato in concomitanza con il dispositivo di videosorveglianza. In caso venga rilevato del fumo nell’abitazione, Nest Cam si accenderà da sola e invierà immagini in diretta sullo smartphone del padrone di casa: nel caso in cui fosse divampato un incendio in casa, si potrà lanciare l’allarme anche se in quell’istante si è al ristorante o in vacanza all’altro capo del mondo.
Per garantire il massimo in fatto di sicurezza all’interno delle mura domestiche, il Nest Protect è dotato di un sensore di rilevamento avanzato, capace di captare anche il minimo accenno di incendio. Inoltre, il rilevatore di fumo è capace di auto-testarsi, così da verificare la propria funzionalità ed efficacia in qualunque momento della giornata e avvisare nel caso in cui rilevasse qualche problema.

Passando al termostato Nest, accessorio per la casa o l’ufficio, è un concentrato di tecnologia in grado di auto-gestire il sistema di riscaldamento tramite una semplice interfaccia, ed è dotato di System Test per verificare eventuali problemi e malfunzionamenti. Questo piccolo gioiello permette una riduzione apprezzabile dei costi in bolletta.

nest

L’aspirazione è quella di arrivare al concetto di casa cosciente, un edificio in un certo senso capace di pensare e aperto al mondo digitale e multimediale, a supporto degli utenti nella gestione della casa e nella riduzione dei consumi. Gli esempi delle comodità che questo nuovo mondo permetterebbe si sprecano, basti pensare al comfort di poter tenere sotto controllo la temperatura dell’abitazione regolando a distanza il termostato tramite lo smartphone; sempre da remoto, attivare o disattivare l’allarme e controllare che non ci siano intrusi in casa accedendo al live feed della camera di videosorveglianza Nest Cam; ricevere alert di pericolo nel caso in cui ci siano le prime avvisaglie di incendio, grazie a Nest Protect. Oppure, seduti comodi in poltrona, comandare l’hub affinché riproduca sulla tv una playlist Youtube o un film su Netflix, chiedendo inoltre a Google Home di spegnere le luci per creare più atmosfera, chiudere le serrature di porte e finestre e spegnere la lavastoviglie. Quando intelligenza fa rima con premura.