28 settembre 2007 Miriam Bertoli

Riflessioni sull’ad:tech di Londra

Adtechlogo

Sono rientrata oggi da due giorni pienissimi all’ad:tech di Londra. L’ad:tech è un evento che unisce conferenze, seminari, workshop ed un’area espositiva (a Londra sono stata sopraffatta da 200 espositori, stand pieni di gente, veramente la percezione di un settore in piena espansione). Il tema è il marketing digitale – “it’s all about online marketing” è il claim – e le prossime tappe in Europa sono Parigi e Amburgo a primavera 2008.

Da dove partire non saprei, raccolgo i temi principali e ricorrenti:

  • integrazione: nella frammentazione del tempo/attenzione del consumatore sui vari media, le campagne di marketing digitale devono essere integrate con le attività di marketing offline, oltre che naturalmente ben coordinate tra di loro. Che significa anche che l’offline si adatta ed evolve in base ai riscontri ottenuti online (è stata citata più volte la relazione tra spot in TV e incremento delle ricerche nei motori per un certo brand, prodotto o messaggio)
  • creatività e talenti creativi: torna centrale l’idea creativa che fa parlare, stupisce e si diffonde, riesce a superare l’assuefazione del consumatore sempre più esigente ed indifferente ai messaggi pubblicitari tradizionali
  • metriche e misurazione: stiamo sperimentando, quindi è fondamentale misurare gli effetti. La misurazione del risultati permette anche di salvarsi il posto di lavoro in caso di campagne particolarmente ‘forti’, guardate per esempio il video di questa iniziativa per il lancio del Panasonic Viera lo scorso Natale…
    Importantissime in questa fase le piattaforme e le tecnologie che permettono di seguire il consumatore nelle varie campagne, sui vari supporti e nel tempo
  • value exchange: riassumo con una frase di Scott Gallacher, Director of Online & Partner Marketing di Sky: “You have to take something to the party, if you are a marketeer“. Questo per dire, quello che oggi funziona è basato sulla relazione, quindi uno scambio e non un puro prendere (tempo, dati, informazioni). Particolarmente vero quando le aziende si affacciano al mondo dei social media. Al marketing e alle aziende quello che il consumatore chiede in cambio di attenzione e coinvolgimento è valore, sotto forma di contenuto utile e/o intrattenimento.

 

In questo panorama in ebollizione, dove sperimentazione, integrazione di più canali e coinvolgimento del corteggiato utente-consumatore si mescolano alla ricerca della formula giusta, il search marketing è centrale e strettamente correlato con ogni altra forma di attività di marketing digitale. Questo non può che rendermi – e renderci, immagino! – molto felice.

Ora il bello sta nel capire da che parte andiamo e come arrivarci in fretta (ad una domanda su quale sarà lo sviluppo del search nei prossimi anni, Matt Brittin di Google UK ha risposto: la nostra prospettiva per gli sviluppi del settore sono 3-5 mesi, non anni…).