13 aprile 2007 Miriam Bertoli

SES New York giorno tre

La terza giornata è speciale: proprio quando si comincia a familiarizzare con orari, sessioni e persone, è il momento di tirare le fila e ripartire. L’area espositiva su tre piani ha chiuso questo pomeriggio, domani rimangono da ascoltare le ultime sessioni, prima di pranzo.

Ma veniamo ai contenuti del giorno tre. Nella gelida sala al piano superiore – la Trianon Ballroom, linko una foto, tanto per darvi l’idea della gradevole sobrietà, niente fiori per il SES, s’intende – si sono susseguiti quattro interventi su social media e search. Nell’ordine, una visione d’insieme su cosa si intende per social search, approfondimenti su social media optimization, bookmark strategies e l’ultima dedicata a SEO e Wikipedia.

Ho barattato quella su bookmark strategies per ascoltare i dati di Nielsen//Netratings, comScore e Hitwise sul panorama del search – statunitense, naturalmente – e soprattutto per capire quali siano le tendenze del settore. Riepilogando, anche se con percentuali di diffusione sensibilimente diverse per le tre società intervenute, la tendenza è quella di una crescita costante di Google. Danny Sullivan ha elaborato un grafico interessante che mette a comparazione i dati di diffusione di Google secondo i tre, disponibile anche qui dal suo account Flickr. La crescita si deve in particolare anche ad applicazioni come la toolbar e all’acquisizione di Youtube a livello di property. Parlando di numeri, comScore ha stimato in sette miliardi il numero di ricerche fatte mediamente al mese negli Stati Uniti… Dovendo indicare che cosa farà probabilmente parlare nei prossimi mesi, Bill Tancer di Hitwise indica Google Base. Stiamo a vedere se la profezia si avvera :)

Venendo alle sessioni su search e social media, direi essenzialmente due cose:

– ho sempre una certa frustrazione ad ascoltare di strategie di marketing basate su social media e poi pensare alla diffusione e conoscenza dei social media in Italia. Quante persone sanno che con Del.icio.us si possono salvare gli indirizzi dei propri siti preferiti ed averli disponibili in ogni computer, e vedere quali altri siti hanno salvato centinaia di navigatori con i nostri stessi interessi? Per non parlare di servizi come Digg o Stumbleupon.

– vedo invece un interesse più diretto verso Wikipedia, non fosse altro che per il fatto che è quasi sempre presente tra i primi risultati in Google. Tutti gli interventi hanno sottolineato come sia molto meglio concentrarsi sul traffico ma soprattutto sulla reputazione (brand) che la presenza in Wikipedia può portare, più che per spiccie esigenze di posizionamento.

Parlando di SEO e social media, le regole di base emerse le riassumerei comunque in:

  • partecipare attivamente alla community, non fare una comparsa spot per una singola esigenza. Costruirsi quindi una reputazione, che necessariamente richiede tempo
  • ancora una volta i contenuti sono centrali. Buoni contenuti significano link. Essere linkati porta ad avere altri link, quindi maggiore credibilità e traffico crescente
  • linkare verso l’esterno significa probabilmente ricevere nel tempo attenzione e un link di ritorno, quindi ‘link out generously’
  • evitare spam e trucchetti vari (a pranzo abbiamo conosciuto una ragazza tedesca che si lamentava del fatto che l’IP della sua società è stato bannato da Wikipedia per avere inserito ripetutamente contenuto autopromozionale).

 

A domani per le ultime news da New York.