14 luglio 2010 Stefano Guerra

Sviluppare applicazioni per Facebook: appunti dal Venezia Camp 2010

Venerdì 2 luglio, caldo atroce ma posto unico: all’Arsenale di Venezia (Tese di S.Cristoforo, per essere precisi) io e Andrea eravamo al Venezia Camp 2010.
Workshop e seminari interessanti ce n’erano, ma quello su cui ci siamo soffermati maggiormente è stato il Facebook Developer Garage.

Molti gli spunti, sia dal punto di vista tecnico che di marketing.

L’incontro si è aperto e concluso con gli interventi del professor Roberto Marmo docente di informatica grafica all’Università di Pavia e autore del libro Creare applicazioni per Facebook.

Di questi interventi, vorrei condividere con voi alcuni spunti relativi allo sviluppo delle applicazioni in Facebook e qualche nota sulle pagine fan.

Innanzitutto per mettere mano alle applicazioni serve saper programmare :-) e i linguaggi più usati sono php e ruby on rails. Oltre a questo serve ovviamente anche tanta creatività, idee innovative ed apertura mentale: una piccola ma significativa percentuale di utenti Facebook, ad esempio, è disabile o soffre di daltonismo, eppure spesso e volentieri i programmatori se ne dimenticano.

Le applicazioni sono ancora poco studiate e vengono lasciate spesso alla libera creatività. I risultati in molti casi non sono ottimali perché non tengono conto dei principali elementi:

  • Aprire una pagina fan collegata: serve per gestire il rapporto direttamente con i fan/utenti.
  • Stimolare il virale: è fondamentale perché un’applicazione abbia successo che se ne parli, che venga trasmessa da amico ad amico.
  • Gestire la privacy: è importante spiegare alle persone quali dati si andranno ad utilizzare ed essere chiari sul trattamento dei dati personali.
  • Curare l’interfaccia grafica: si deve porre attenzione all’uso dei colori, ai contrasti e alle scelte, tenendo anche conto di situazioni particolari, come ad esempio il caso in cui il nostro utente sia daltonico. Lo scopo dell’applicazione deve essere chiaro fin dalla prima interfaccia grafica. Gli utenti non amano fare molti click.
  • Creare una user experience: l’uso deve essere rapido, l’interfaccia usabile e semplice da navigare.
  • Comprensibilità: l’interfaccia deve essere facile da utilizzare, ma ne deve essere chiaro anche lo scopo e l’utilità.
  • Offrire la possibilità di esprimersi: le persone che utilizzano l’applicazione devono poter esprimere il proprio essere, la propria creatività o comunque potersi mettere in gioco. Questo li stimola a partecipare.
  • Potersi collegare agli amici: un’applicazione che non tenga conto della possibilità di condividere il proprio spazio con gli amici rischia di non avere vita lunga. Un forte collegamento con gli amici incita le persone a partecipare e stimola il virale.
  • Tenere conto del target e del tempo trascorso: è fondamentale capire a chi ci stiamo rivolgendo, un’applicazione con target sbagliato probabilmente non avrà successo. Il tempo trascorso ad utilizzare l’applicazione è fondamentale per capire se è apprezzata o meno e quindi come migliorarla.

 

Le applicazioni Facebook sembrano essere una strada ancora poco battuta, è necessario quindi tenere le orecchie ben aperte per captare nuovi stimoli ed iniziative interessanti.

Quello che conta poi, oltre allo sviluppo, è la diffusione. Un’applicazione non deve essere lasciata al suo destino, va diffusa il più possibile, attraverso ad esempio pagine fan ed altre applicazioni. Di più, va pensato un vero e proprio piano di diffusione.

E a proposito di pagine fan, si è parlato anche di SEO. Ecco alcuni consigli, forse per qualcuno scontati, ma da non dimenticare:

  • Ottimizzare la url.
  • Ottimizzare il nome (attenzione, non si può usare Facebook come keyword)
  • Completare e ottimizzare la scheda della pagina.
  • Ottimizzare il tag alt della foto.

 

Ecco alcuni esempi molto belli di pagine fan (grazie ad Andrea per il link :-), non fa mai male prendere qualche spunto.

Durante il seminario si è parlato anche di social plugin per i siti web, ma per maggiori informazioni vi rimando ad un post di Davide Licordari che riassume il concetto in modo davvero egregio.

Al prossimo Facebook Developer Garage.