20 settembre 2007 Chiara De Nardi

“Wikinomics”, ovvero come la collaborazione globale può cambiare il mondo

Wikinomics” è il termine che sta per “Wiki-Economics”, cioè “ Economia nel nuovo mondo Wiki”.
Con questo esilarante trattato di ben 300 pagine (il numero potrebbe spaventare, ma, vi assicuro, si arriva alla fine senza nemmeno accorgersene) pubblicato nel 2006, gli autori Don Tapscott e Anthony D.Williams accompagnano il lettore attraverso un lungo viaggio che si snoda per 10 capitoli, ai quali fa da sfondo il panorama della nuova economia e, più in generale, del “fare business” nel ventunesimo secolo.

Wikinomics è in poche parole uno sguardo verso il futuro, una previsione sulla prossima tappa della storia dell’economia e del lavoro nella nostra società, una vera guida che conduce il lettore sulla via maestra dei profondi cambiamenti che sta vivendo la nostra era. Wikinomics demarca il confine fra l’economia tradizionale e i convincimenti a cui è sempre stata tenacemente attaccata, quali la sfrenata competitività, la protezione da parte del singolo delle individuali proprietà intellettuali, il controllo dall’alto sui processi produttivi e innovativi, e il nuovo mondo del business, che smonta uno ad uno i pilastri dell’economia classica, indicando i 4 nuovi principi dell’economia Wiki:

  1. Apertura
  2. “Peering”, cioè scambio
  3. Condivisione
  4. Azione globale

 

Vale secondo me la pena di riprendere brevemente il significato insito in ciascuno di questi principi, per carpire alla fine il sentimento di fondo che traspare da tutta la trattazione.

  1. Essere aperti” è un concetto strettamente associato all’idea di trasparenza, libertà, flessibilità e coinvolgimento. “Apertura” è il motto di molte realtà emergenti, fino a poco tempo fa chiuse nei propri meccanismi competitivi. Recentemente brillanti aziende hanno ripensato e rivalutato l’importanza dell’essere aperti verso idee provenienti dall’esterno della propria compagnia. L’apporto di risorse estranee all’azienda comincia finalmente ad essere percepito come una fonte di innovazione e miglioramento.
  2. Il concetto di “peering” (che in italiano si traduce con “scambio”) si oppone drasticamente a tutti i modelli gerarchici da sempre presenti presso le grandi istituzioni della nostra società. Anche se lo sradicamento dei modelli piramidali largamente diffusi non potrà essere immediato, sta emergendo sempre più prepotentemente una forma di organizzazione orizzontale fondata sullo scambio di idee e strumenti fra i singoli.
  3. La condivisione predicata nell’era Wiki si scontra con il credo generale, per cui ogni azienda, come ogni singolo, dovrebbe tentare quanto più possibile di proteggere e mantenere un certo controllo sulle proprie idee, sulle risorse interne e difendere i diritti d’autore. Il fatto di condividere il proprio know-how e la propria competenza in determinati ambiti, ad oggi è il meccanismo alla base dell’innovazione e del miglioramento.
  4. L’azione globale, ovvero non circoscritta alle azioni dei singoli, risponde finalmente alla sempre più contingente esigenza del modello societario in vigore presso la maggior parte delle grandi compagnie. Non si possono infatti immaginare colossi multinazionali che rispondano separatamente alle esigenze del mercato, affidando strategiche operazioni di marketing alle proprie filiali locali. Le compagnie di successo, che si contendono il mercato con competitor internazionali, devono cominciare non solo a pensare in ottica globale, ma ad agire in modo globale, considerando il mondo come un unico paese.

 

I quattro principi appena descritti delineano il nuovo panorama competitivo delle aziende nel ventunesimo secolo, in un’era in cui la collaborazione di tutti può ridare forma ad un modello economico gerarchico ormai tramontato: ne sono esempi di successo Wikipedia e il Progetto Genoma Umano, modelli di collaborazione e partecipazione, che vanno ben oltre il social networking.

Il nuovo sentimento di condivisione che gli autori mirano a trasmettere attraverso questo libro si è rapidamente diffuso in molti contesti economici e lavorativi, a conferma ulteriore che la vera rete si spinge oramai molto al di là del web; è una rete fatta di scambio e di crescita, di condivisione e innovazione, una rete di relazioni costruita fondamentalmente da persone animate dal convincimento che il “do ut des” (dare per ottenere qualcosa in cambio) non può essere il principio dal quale si genera un progresso reale.

Il vero “Wiki-individuo” è colui che trova la propria “ricompensa” nel poter contribuire al miglioramento della società in cui vive.

………….Siamo ufficialmente e consapevolmente entrati nell’era della generosità globale!!!!