24 giugno 2015 Giulia Cimitan

Google Analytics Summit 2015: i micro-momenti e la digital analytics

Hyatt Regency Hotel di Burlingame (San Francisco), 9 giugno 2015, ore 8.30.
Viene servita la colazione mentre si effettuano le registrazioni per l’evento più importante dell’anno per chi opera nel ramo della digital analytics: il Google Analytics Summit 2015.

Il sesto Summit per TSW come Google Analytics Certified Partner, e il secondo come Premium Reseller. Come sempre un’occasione unica di networking, condivisione e confronto sia con analisti e sviluppatori di Google che con partner, premium reseller e premium clients di tutto il mondo, oltre che (e questa la parte più attesa di ogni Summit) conoscere e vedere in azione le nuove features e prossime release di Google Analytics e dei prodotti correlati.

Il tema delle due giornate ruotava tutto attorno ai cosiddetti micro-moments e all’importanza del mobile: il suo utilizzo sempre crescente, infatti (al mondo ci sono più dispositivi connessi che persone), ha portato ad un frazionamento della customer journey in centinaia di micro-momenti che possiamo definire “real-time” e “intent-driven“.

Micro-Moments

Con i dispositivi mobile le persone compiono azioni impulsive ed immediate ogni qual volta vogliano cercare, comprare, confrontare o semplicemente ricercare informazioni. La loro aspettativa è elevata, in quanto guidata dalla necessità del momento, e la loro pazienza è mediamente inferiore rispetto a quella di un utente desktop. Le preferenze delle persone vengono plasmate dall’esperienza che vivono in questi micro-momenti, e ciò li rende opportunità critiche per i brand, che dovranno adattare la loro strategia alle singole occasioni di interazione con l’utente.

Con questa premessa avere una base di dati solida e capillare assume un’importanza cruciale, e la assume di conseguenza anche il supporto della digital analytics come punto di partenza delle decisioni strategiche. Il tracciamento dellacustomer journey cross-device, lo user id e cicli di A/B testing continui, se qualche tempo fa potevano essere considerati come un plus, diventano sempre più un must se ci si vuole basare sui dati raccolti per una presenza del brand non solo customizzata sull’utente, ma anche e contemporaneamente sul micro-momento che questi sta vivendo.

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Gli speech di apertura e chiusura tenuti dall’Analytics Evangelist Justin Cutroni, con il suo carisma unico, hanno evidenziato la strettissima relazione tra la digital analytics e le 4 nuove categorie di micro-momenti generati dall’era del mobile:

  • I-want-to-know-moments
  • I-want-to-do-moments
  • I-want-to-go-moments
  • I-want-to-buy-moments

 

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Le novità in arrivo da Google nel corso dei prossimi mesi vanno in questa direzione, e se già quelle dell’anno scorso erano interessanti, possiamo dire che quelle di quest’anno ci hanno lasciati a dir poco entusiasti! Purtroppo non possiamo ancora parlarne qui sul blog perché l’evento era sotto strettissimo NDA, ma ne discuteremo su queste pagine non appena saranno rilasciate pubblicamente.

Nel frattempo, per approfondire qualche dato sul tema micro-moments e mobile, vi rimando qui. Per parlarne, invece, scriveteci!

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