19 settembre 2012 Massimo Fattoretto

Brighton SEO 2012

Giovedì scorso ho partecipato al Brighton SEO, grazie a un biglietto che ho vinto partecipando al contest pubblicato da MajesticSEO su Google Plus.  L’evento è stato entusiasmante, erano presenti alcune tra le più importanti società londinesi di digital marketing, provider di ottimi tool per la SEO, tra cui Distilled, Koozai, Advanced Web RankingMajestic Seo, che era anche main sponsor dell’evento.

Già dal mattino si poteva intuire che la giornata sarebbe stata coinvolgente: per prima cosa lo staff di MajesticSEO ha svelato in anteprima una nuova importante feature della propria piattaforma, che fornisce molte più informazioni sui link in ingresso a un sito. I SEO di tutto il mondo si stanno già leccando le dita! :)

Il programma della giornata prevedeva un buon numero di speech, di cui trovate i link alla fine dell’articolo. Qui di seguito invece riporterò i tre interventi che mi hanno colpito maggiormente.

Il primo è quello di Antony Mayfield (@ amayfield), socio fondatore di a Brilliant Noise, dal titolo: “Do you speak Brand?
Antony ci ha parlato dell’importanza della sinergia tra SEO e Brand, che dà vita a un’integrazione tra SEO, Social, Content, Usabilità e PR. Una recente indagine ha dimostrato che le mamme, intese come categoria di utenti, si dichiaravano molto frustrate dai risultati di Google, troppo influenzati dalle attività SEO, perché prima di trovare un risultato coerente con la ricerca dovevano scartabellare sei pagine di SERP, fino a trovare – nella cosiddetta “Lucky Seven” – i primi risultati utili (su google.com). Occorre quindi pensare a come comunicare i vantaggi dei nostri prodotti anche al di fuori delle attività SEO tradizionali.

Il discorso è proseguito sulla distinzione tra due tipi di linguaggio, da tenere presente prima di cominciare qualunque attività di SEO per il Brand: il linguaggio per la comunicazione e quello per la persuasione. Nel secondo caso, per rendere il proprio messaggio efficace e accattivante, la regola d’oro da seguire è chiedersi: cosa vuole chi cerca questo Brand? Chi desidera acquistare il tuo prodotto o servizio passerà sicuramente attraverso queste quattro fasi, spiegate al meglio da Anthony:

  • consapevolezza: gli utenti hanno sentito parlare del tuo prodotto
  • considerazione: stanno pensando all’acquisto, e magari stanno valutando anche i tuoi competitor
  • decisione: il momento della verità, che coincide con l’ordine sia esso on-line o reale (via telefono o al negozio)
  • acquisto:  il click sul bottone di pagamento o il pagamento reale in negozio.

 

Bisogna pensare al possibile acquirente in tutti i passaggi del processo di acquisto, e parlare il linguaggio giusto per ognuno degli step.

Il secondo speech che mi ha colpito è stato quello di Stephanie Troeth (@ sniffles): “Speaking your user’s language“. Stephanie ha illustrato gli strumenti utilizzati dagli esperti di usabilità, ed ha condiviso con noi la sua idea su come dovrebbe essere  l’esperienza dell’utente. La creazione di un buon sito avviene innanzitutto mediante questi accorgimenti:

  • la personalizzazione: personalizzare il prodotto per renderlo accattivante nel web
  • l’ importanza delle parole: evidenziare cioè i vantaggi che offre il prodotto, ad esempio  sovrapponendo le parole alle immagini
  • la chiarezza: assicurare la presenza di qualcosa di esplicativo e coinvolgente, avere cioè un racconto dietro al prodotto (storytelling)

 

Secondo Stephanie è inoltre fondamentale utilizzare opportunamente le parole distinguendole in due categorie: emozionali (ovvero termini come “magico”, “divertente”, “sorprendente”) e razionali (con parole che rimandano a caratteristiche pratiche e pragmatiche) e decidere se l’obiettivo sia  suscitare sui propri utenti una reazione emotiva o razionale. Infine, altra importante best practice: saper ascoltare i propri utenti. I mezzi a disposizione sono diversi: A/B testing, tool remoti (Crazy Egg  o altri), restyling del sito, sondaggi, social media, gruppi di discussione, interviste.

Il terzo speech che vi riporto è quello di Richard Baxter (@ richardbaxter), fondatore di SEOGadget,  dal titolo “How to be a better SEO“. Ecco alcuni punti chiave per diventare un SEO migliore:

  • fissare gli obiettivi: è bene fissare sempre gli obiettivi ed avere ben in mente cosa si vuole ottenere con il proprio lavoro.
  • amare il proprio lavoro: se non si ama il proprio lavoro difficilmente si avrà successo.
  • comunicare in maniera semplice con i clienti: si dovrebbe spiegare sempre al cliente il perché della scelta effettuata e tenerlo al corrente di tutto.
  • aumentare la conoscenza personale ogni giorno: cercare di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.
  • provare cose nuove: cercare le novità per allargare i confini sul lavoro svolto quotidianamente.
  • trovare una specializzazione: individuare qualcosa che si conosce bene, approfondirla e poi condividere i risultati della vostra ricerca –  in questo modo la gente riconoscerà la vostra esperienza e vi chiederà consiglio.

 

Davvero dei buoni consigli e degli ottimi spunti di riflessione.

Come promesso, ecco la lista completa degli speech del Brighton SEO:
7 things about mobile SEO you need to know

Becoming a better SEO

How to make friends. And influence robots

Future proofing SEO on large websites

Brilliant Model: the Loyalty Loop

Reverse Engineering your competitor’s social /Content Strategy

Quickfire Analytics – 7 Freebies in 7 Minutes

Client Checklist for SEOs

66 tips and insights from the BrightonSEO 2012 conference

 

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TAG: SEO