19 marzo 2009 Manuel Daros

Diabolik al tempo dei social media

Vi siete mai chiesti se i social media sono uno strumento utile per i topi di appartamento?

Mi sono immaginato come opererebbe Diabolik con l’avvento delle reti sociali. Per prima cosa dovrebbe capire chi vale la pena di rapinare, ma come?

Potrebbe raccogliere informazioni usando:

YouTube: guarda i video girati in casa per scovare oggetti interessanti ed eventuali allarmi.


Flickr: osserva attentamente le immagini di una casa per capirne le vie d’accesso e la presenza di sensori.
E Facebook? Se è consentita la visione del proprio profilo e delle proprie foto ai soli amici, bisogna essere amici del malcapitato! E’ qui che entra in gioco Eva Kant, con il suo fascino… chi non la metterebbe tra gli amici? Ecco che si può avere accesso ad ulteriori fotografie ed alle prime informazioni relative agli spostamenti.

Infatti dopo aver scovato la mercanzia bisogna capire quando fare il colpo, quindi entra in gioco nuovamente Facebook: basta vedere gli aggiornamenti o gli eventi a cui si è iscritto il “bersaglio”, oppure leggere il suo Twitter, il suo blog personale o un aggregatore come FriendFeed dove è condivisa tutta la propria attività web e social. Ancora meglio se si utilizza Latitude di Google che ti dice dove si trova il possessore del cellulare in quel momento preciso!

Avevate mai pensato a quante informazioni private possono dare i social media? Mi sono da poco trasferito nella casa dei nonni restaurata, avrei voluto fare un blog per riportare tutte le fasi della ristrutturazione, ma l’ho vista come una cosa troppo personale e mi sono anche chiesto: ma se per sbaglio pubblico una foto che mostra come disinstallare l’impianto di allarme? :)

Per evitare che questo post venga ripreso in modo allarmato dai TG nazionali, con sottofondo di musichette tragiche e anatemi sulla pericolosità di internet, preciso che sto cercando di ragionare in modo spiritoso su quanto a volte siamo superficiali nell’utilizzo delle reti sociali. Forse Diabolik non utilizza ancora questi mezzi, o magari non ha una pagina di Facebook aggiornata, però è sempre meglio riflettere su dove vanno a finire i nostri dati, una volta messi in rete.

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TAG: social media