Migrazione SEO di un sito: quali sono le attività da seguire

I motivi per cui si progetta un nuovo sito internet aziendale possono essere i più diversi: la definizione di una nuova identità aziendale, l’emergere di nuovi obiettivi di digital marketing, la necessità di rendere il sito più mobile-friendly (in particolare a seguito del Mobilegeddon di aprile 2015), e molto altro.

Una delle fasi più importanti nella progettazione del nuovo sito è quella della migrazione del sito vecchio. Si tratta, infatti, di un aspetto molto delicato a cui bisogna prestare la massima attenzione, per due ragioni fondamentali:

  • non perdere la rilevanza acquisita nel tempo in termini di posizionamento organico sui motori di ricerca, e quindi di traffico
  • non infastidire gli utenti che da un giorno all’altro si ritrovano a navigare su un sito che non conoscono.

migrazione nuovo sito

Le attività tecniche di SEO necessarie per attuare una corretta migrazione sono suddivisibili in due macro-fasi temporali:

  • fase di pre-online
  • fase in concomitanza con il go-live.

 

Attività da seguire nella fase di Pre-Online

Mentre il nuovo sito viene sviluppato è necessario:

  • Preparare una mappatura di tutte le URL del sito esistente.

Per realizzare questa mappatura è utile analizzare la sitemap.xml del sito, individuare le pagine che ricevono link sia interni che esterni al sito, analizzare i log del server. Anche le statistiche di traffico sono utili per individuare le pagine che ricevono più visite. Nella mappatura vanno inclusi anche i file di immagini e i video.

  • Associare i vecchi URL ai nuovi URL.

Ogni pagina del vecchio sito va associata alla nuova URL corrispondente all’interno del nuovo sito. Questa mappatura servirà poi per impostare i redirect.

Si deve tenere presente che non è necessario reindirizzare tutte le URL. Se il contenuto di una pagina del vecchio sito non verrà riproposto nel nuovo, è corretto che questa URL restituisca errore 404. La pratica di reindirizzare tutte o molte pagine verso la homepage o una qualche altra pagina del nuovo sito, non è quindi la soluzione preferibile.

  • Impostare una pagina personalizzata per l’errore 404 nel nuovo sito.

Considerata la probabilità con cui un utente atterri su pagine che non esistono più, in fase di migrazione di un sito è ancora più importante assicurarsi che sia presente una pagina personalizzata per l’errore 404, che non disorienti l’utente ma che lo aiuti a proseguire la navigazione all’interno del nuovo sito web.

Attività da seguire in concomitanza con il go-live del nuovo sito

Una volta completate le attività inerenti alla prima fase, ed effettuati tutti i test e i controlli necessari sul corretto funzionamento del nuovo sito, si è pronti per la messa online. In concomitanza con il go-live del nuovo sito web si procederà con i seguenti punti:

  • Configurazione dei reindirizzamenti

La mappatura con le associazioni tra vecchie URL e nuove URL va ora applicata con gli opportuni redirect. Il server va configurato impostando dei reindirizzamenti di tipo 301 (permanenti), evitando possibili concatenazioni di redirect, dalle vecchie pagine verso i nuovi contenuti corrispondenti. I reindirizzamenti devono restare attivi a tempo indeterminato, o comunque il più a lungo possibile.

  • Segnalazione di cambio dominio su Google Search Console

Nel caso in cui lo spostamento del sito corrisponda anche a una variazione del dominio, oppure a un passaggio da http a https, è importante segnalare questa variazione tramite l’apposito modulo presente nella Search Console di Google.

  • Aggiornamento dei link in ingresso

Nonostante siano stati impostati i redirect, è bene procedere aggiornando quanti più backlink possibili. Per iniziare si possono aggiornare tutti i link dai profili social, soprattutto nel caso sia stata operata una variazione del dominio. Potrebbero esserci campagne pubblicitarie o altri domini sempre legati e di proprietà del brand che riportano backlink verso il sito migrato, da aggiornare. L’ideale sarebbe poi di andare a contattare i singoli webmaster di siti esterni che linkano il sito oggetto dello spostamento (o quantomeno i più importanti e con trust maggiore), al fine chiedere una modifica a questi link.

redirect 301

Conclusioni

Seguendo con attenzione questi accorgimenti è possibile migrare un sito senza rischiare di perdere il valore acquisito nel tempo e senza infastidire gli utenti.

Da tenere presente che nonostante si seguano con cura le best practice qui esposte, il motore di ricerca può impiegare diverso tempo per “digerire” lo spostamento di un sito web, specie se di grandi dimensioni. Di conseguenza è normale che nella fase immediatamente successiva vi siano delle fluttuazioni di visibilità e posizionamenti, che si stabilizzeranno poi nel tempo.

 

18 dicembre 2015 Lorena Piai

Potrebbe interessarti anche:

TAG: SEO