14 novembre 2014 Nicolò De Uffici
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L’architettura dell’informazione tra usabilità, estetica e relazioni.

Ovvero: spunti di viaggio da una conferenza profondamente interessante.

Partecipare al summit italiano degli architetti dell’informazione  lascia sempre degli ottimi spunti, nuove riflessioni e strumenti da utilizzare nel campo dell’architettura dell’informazione e dell’usabilità. Noi di TSW eravamo presenti all’ottavo summit nazionale degli architetti dell’informazione il cui tema era l’architettura delle relazioni.

Come il web, anche l’architettura dell’informazione e l’usabilità sono tematiche che evolvono rapidamente. Abbiamo partecipato ai workshop di venerdì 7 novembre per comprendere qual è il futuro dell’AI (Architettura Informativa), tra riflessioni metodologiche sul rapporto tra estetica e usabilità, esperienze e relazioni.

4 quindi i temi focali emersi dal workshop:

1)      Usabilità

2)      Estetica

3)      Esperienza utente

4)      Marketing esperienziale

Posto che la sfida che pone il mercato oggi è l’acquisizione di “rilevanza” agli occhi dell’utente digitalizzato,  vediamone assieme le interrelazioni e le potenzialità creative di ecosistemi digitali significanti.

Usabilità, estetica e relazioni per la costruzione dell’esperienza

Il rapporto tra usabilità ed estetica per molti anni è rimasto una nicchia per pochi in materia di Human Computer Interaction. Tuttavia, da sempre il rapporto tra forma e funzione, tra impatto estetico e usabilità è stato argomento di discussione. Inoltre, le relazioni che concorrono a creare senso e significato tra contenuti sono artefici di quella che nella società moderna è al centro di tutto: l’esperienza.

Nel primo intervento di Maurizio Boscarol abbiamo assistito a una spiegazione dettagliata sul rapporto antico tra estetica e usabilità. Già prima dell’avvento dei computer e d’internet, il rapporto tra forma e funzione era al centro di numerose discussioni.

A portare alla ribalta questo rapporto è stato uno dei padri dell’usabilità, Jacob Nielsen. Infatti, nella sua ottava euristica, fa chiaro riferimento all’estetica e alla progettazione (aestethic and minimalist design). Ulteriori studi scientifici di Tractinsky (1997), Kurosu e Kashimura (1995) hanno dimostrato come l’estetica anticipi l’usabilità percepita e apparente in qualsiasi contesto culturale.

Semplificando, un’interfaccia di valore dal punto di vista estetico influenzerà la percezione di usabilità dell’utente. Durante il workshop infine sono state indicate alcune scale e metriche di valutazione che aiutano a comprendere il peso dell’impatto estetico sull’usabilità e sull’esperienza utente degli artefatti digitali. Ottimi strumenti che non vediamo l’ora di testare su campo e che ci permetteranno di dare ancora più indicazioni ai nostri clienti.

Nel workshop del pomeriggio Luca Rosati e Andrea Resmini hanno ribadito come l’esperienza sia centrale nella nostra società. Oggi, infatti, si parla di marketing esperienziale in cui al centro c’è proprio “l’esperienza” e non più la creazione di servizi. Partendo da questa nuova impostazione, i workshop hanno permesso di sperimentare una nuova visione, legata alla comprensione e alla lettura della realtà, vista come un insieme di oggetti e informazioni in relazione tra loro.

In tutto questo, l’esperienza può essere lo spunto per progettare e realizzare architetture informative capaci di connettere i contenuti e dare valore al contesto, al fine di realizzare un ecosistema di elementi significanti.

L’estetica quindi è fondamentale nel peso relativo di un’interfaccia. Usabilità ed estetica s’influenzano reciprocamente e influenzano l’esperienza utente. L’esperienza è un ecosistema di relazioni fisiche e digitali in cui l’ecologia degli elementi rappresenta la correlazione dei contenuti.

Pertanto, perché non integrare questi aspetti nella progettazione di siti internet e applicazioni mobile, laddove estetica, usabilità ed esperienza sono collegate da un filo invisibile che le lega?

Volete parlarne con noi? Contattateci.

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