29 febbraio 2016 Christian Carniato
2' di lettura

Face Reading: l’intervista muta di Leonardo Di Caprio

Il binomio Di Caprio-Oscar è iniziato nel 1994, con l’esito che tutti conosciamo: zero Oscar. Fino a stanotte.

Ma questa è la storia che tutti i giornali conoscono e raccontano. Quello che non ci è dato sapere è cosa sia passato nella sua testa in questi 22 anni di tormentata relazione con il teatro più famoso di Hollywood. Le sue interviste sull’argomento sono politically correct, nonostante sui social impazzino vignette ironiche di tutti i tipi. Ma cosa può rivelare il volto di uno dei più grandi attori al mondo nella notte delle premiazioni? C’è qualcosa che possiamo scoprire attraverso le sue micro espressioni facciali spontanee, subito prima di sapere chi sarebbe stato il vincitore?

#CongratsLeo per aver vinto l’#Oscar! Ma cosa ci dice la sua espressione facciale?

Ebbene sì. Esiste una strumentazione per decodificare le emozioni di base attraverso le microespressioni facciali (se ve lo siete perso, leggete il nostro articolo“Face Reading: capire le emozioni per soddisfare i propri clienti”). E questa strumentazione permette di analizzare foto (o singoli frame) e video nei quali sia identificabile il volto di una persona. Qualsiasi sia la situazione, se la qualità dell’immagine è sufficientemente buona, si può risalire e scoprire cosa provava la persona in quel momento, in quella specifica situazione. Sia essa di fronte ad una vetrina di un negozio, ad uno scaffale del supermercato o in prima fila al Dolby Theatre in mezzo a centinai di colleghi, di fronte a milioni di occhi da tutto il mondo.

Con il #FaceReading si può scoprire cosa prova una persona in un momento. #neuromarketing

L’indagine è evidentemente divertente e a carattere ironico. Ma l’obiettivo interno è quello di dimostrare quanto precisa può essere la strumentazione nell’identificare un’emozione che vuole essere celata. È evidente che in questa situazione, un attore particolarmente bravo potrebbe riuscire a mascherare le proprie emozioni. È chiaro che apparire sportivi, nell’apprezzare la vittoria di un collega, sia una delle priorità. Ma l’esperienza e i dati ci dicono che questo non accade quando la persona non è ancora esperta (attore giovane), o quando l’emozione è particolarmente forte. Infatti negli anni Leonardo Di Caprio ha imparato per buona parte a dominare le sue emozioni, almeno quelle rilevabili dal suo volto. Per la candidatura a “Buon compleanno Mr. Grape” il suo viso era ancora un libro aperto ed è particolarmente evidente lo sconforto nel suo volto (e anche il sentimento di sorpresa). Ma niente di paragonabile alla tristezza per aver perso “The Wolf of Wall Street.

Face Reading Leonardo Di Caprio Sad

Forte della vittoria al Golden Globe, evidentemente si aspettava di raggiungere la tanto agognata statuetta d’oro. Ma in generale comunque il suo approccio alla serata di premiazioni è completamente differente. Se mettiamo a confronto le sue espressioni tra le nomination al Golden Globe e quelle agli Oscar il suo approccio è totalmente differente.

Face Reading Leonardo Di Caprio Happy

A parità di film, il suo ottimismo, la sua felicità prima di sapere chi ancora deve vincere è nettamente superiore nell’evento organizzato da Hollywood Foreign Press Association. D’altro canto ha ricevuto 11 candidature ai Golden Globe, vincendo 3 volte. C’è una sorta di abitudine. Non sono molte le vittorie, rispetto alle candidature, ma sempre meglio dei risultati ottenuti agli Oscar.

Ma la cocente delusione è evidente anche nella presenza di sentimenti di disgusto. L’emozione è particolarmente evidente ancora una volta per “The Wolf of Wall Street”. E si ritorna ad ipotizzare che la vittoria ai Golden Globe l’abbia messo in condizione di sperare che fosse la volta buona.

Face Reading Leonardo Di Caprio Disgust

La delusione più grande per The Wolf of Wall Street: picchi in Sad e Disgust #OscarForLeo

Il viso di Di Caprio ha rilasciato interviste a tutto il mondo. Non tutti sono riusciti ad avere la certezza di cosa davvero stava comunicando, in modo più o meno volontario. Nel contesto delle emozioni le ipotesi non mancano mai. Chiunque si può fare un’opinione circa un’emozione. Ma nonostante le nostre convinzioni, non siamo sempre degli abili interpreti (è una delle principali consapevolezze del fenomeno della psicologia ingenua).

Comprendere com’è stata condotta una trattativa, capire cosa stava comunicando, oltre alle parole, il vostro utente Skype, capire se allo sportello il nostro cliente è davvero soddisfatto, sono tutte risposte che oggi possiamo ottenere. Nella maggior parte dei casi, abbiamo le risposte ai nostri dubbi più amletici nel nostro cassetto, nel nostro database. Basta che l’utente sia stato video ripreso. Non è nemmeno necessario in questo caso, interrogarlo, e chiedergli opinioni che rischiano di essere veicolate dal contesto. Basterebbe riuscire ad interpretare le sue emozioni. Come ha vissuto quel momento. O davvero siete convinti che i vostri clienti siano più bravi di Leonardo di Caprio nel controllare le micro espressioni facciali?

analisi face reading leonardo di caprio TSW XP Lab

Quindi, perché vi raccontiamo questo piccolo esperimento che abbiamo fatto? Semplice: il Face Reading è uno degli strumenti che noi stessi usiamo nel XP Lab di TSW, ed è uno degli strumenti che ci permette di portare avanti analisi disintermediate e non invasive di ciò che un utente prova davvero di fronte a un prodotto, un video, una situazione di acquisto. Così siamo in grado di raccogliere, quantificare e analizzare scientificamente le emozioni, le mettiamo a confronto, costruiamo nuovi percorsi funzionalmente a dati oggettivi.